05 dicembre 2011

COSTUME e assistenza. Più privilegiati che barboni molti pensionati all’italiana

Pensionati come barboni dopo riforma Elsa Fornero (Vauro 2011)C’E’ POCO DA RIDERE (e molto da ridire) sui famigerati decenni della pacchia, dei furbi al potere nel Pese di Bengodi. Ricordate?

Vi ricordate di quegli impiegati statali che andavano in pensione dopo “14 anni, sei mesi e un giorno” di un lavoro sulla cui qualità, utilità e produttività è meglio stendere un velo pietoso? Erano i decenni in cui nei Governi DC-PSI, con la benevola astensione PCI, comandavano i sindacalisti. Caso unico nel Mondo, era la popolazione tutta, anzi la fascia più attiva e laboriosa, che svenandosi forniva a questi fortunati nullafacenti il modo di fregare “legalmente” la società. E ancora li stiamo pagando. Una vergogna di cui non deve spegnersi il ricordo.

Fa senso, perciò, dopo la sia pur timida riforma del nuovo governo Monti, leggere le proteste di molti nostalgici degli antichi privilergi. E guardare le solite vignette qualunquiste e ciniche. Che non fanno affatto ridere, ma indignare.

Capisco le esigenze grafiche, i luoghi comuni, gli automatici tic della satira nostalgica in stile anni ‘70 (CGIL-PCI oriented), ma il disegnatore Vauro, con la scusa della critica amara, anodina, quasi neutrale, sul giornale satirico Il Male disegna i pensionati italiani come veri e propri barboni.

Ma contro chi la fa la satira? Dovrebbe farla contro se stesso, contro un modo sbagliato di affrontare i problemi sociali, contro l’assistenza “sociale” all’italiana. Nella sua vignetta c’è poco da ridere, e molto da ridire, invece: la sua mistificazione è uno scandalo.

Proprio le pensioni giovanili italiane (un prof.  statale che conosco, senza aver mai fatto un tubo a scuola, andò in pensione a 45 anni a spese nostre, e lo stiamo ancora pagando, e da decenni fa altri lavori e si gode una bella vita…) sono uno scandalo unico al Mondo, e hanno rovinato il bilancio dell’Italia. E ancora oggi c’è gente che si lamenta – soprattutto le donne impiegate statali – perché non possono più  andare in pensione a 50 anni! Unici al Mondo!

Ci vuole un bel coraggio a far passare degli egoisti, pigri, sfruttatori e privilegiati per vittime.

Certo, poi ci sono anche i pensionati sfortunati, quelli che hanno lavorato duro per molti anni, ma senza contratto e quindi senza ritenute sociali, e devono contentarsi del misero assegno sociale, oppure gli impiegati che solo per pochi mesi di differenza, o per una leggina elettoralistica che ha favorito una categoria di precari o fannulloni, ricevono una pensione minore. Ma perché nella retorica protestataria sindacalese si parla sempre di questi ultimi, e non dei milioni di privilegiati, sia nella fascia alta che bassa?

E sì, perché ci sono privilegiati anche nella fascia bassa delle pensioni: il privilegio consiste nel fatto che, avendo lavorato poco e male, la pensione, sia pure bassa, non avrebbero proprio dovuto averla, secondo giustizia.

Ma come – si obietterà – porti la barca come uno skipper: un colpo a  sinistra e uno a destra? (volendo sottintendere che dopo essere apparso a lungo “di Sinistra”, ora con questa filippica sarei “di Destra”…). Non accetto questa critica ottusa. Destra e Sinistra non sono categorie politologiche, sono termini furbi, finti, che non vogliono dire nulla di esatto e scientifico. Insomma, una truffa. E quindi posso benissimo, anzi, devo criticarle antrambe se dicono sciocchezze.

Insomma, sconfitte le cavolate della neo-Destra berlusconiana, ora bisogna smentire le cavolate della retorica della vetero-Sinistra sindacalese, che non ha il coraggio di dire alla gente che la vita è fatta anche di doveri, scelte e responsabilità individuali, e che difendendo i privilegiati (piccoli o grandi, non conta) di fatto diventa una vera Destra conservatrice...

E altro che pacchetto di fazzolettini di carta! Centinaia di migliaia di pensionati giovanili, che hanno lavorato magari solo “14 anni, sei mesi e un giorno”, si concedono corsi yoga e di gastronomia, e vacanze in Croazia. A nostre spese. Godono di secondi o terzi lavori, coltivano hobbies e si atteggiano a intellettuali fané nel lunghissimo “tempo libero” pagato da tutti noi. Lamentandosi pure… Chiagne e ffotte, (piangi e godi), dicono a Napoli.

E a proposito di pianto, non solo la vignetta non fa ridere, ma piangere, ma i pensionati in panchina che ironizzano sul pianto trattenuto della ministra Elsa Fornero alla presentazione della legge moralizzatrice non dice che la ministra ha fatto benissimo a piangere di loro. Ne aveva, forse, tutti i motivi.

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18 giugno 2008

DELITTI PERFETTI. Attenti ad acquistare set di coltelli in tv

Ma benedett’uomo, lo sa che i magistrati lo vedono come il fumo negli occhi, e che ogni volta che lui si insedia a Palazzo Chigi tirano fuori ogni genere di imputazioni e processi. Sarà pure una vittima, ma il Cavaliere certe accuse se le cerca. Prendiamo il caso dei coltelli. Che bisogno aveva di acquistare un nuovo set di affilatissimi coltelli? Non è una provocazione della Sorte? Come se poi in cucina ci fosse lui e non il suo cuoco. (In quanto alla moglie Veronica, ha l’aria intellettuale di chi non sa cucinare neanche un uovo al tegamino).
Non solo, ma ha comperato la serie di coltelli addirittura pubblicamente, in una televendita, come riferisce non la Gazzetta di Roccasecca ma il Corriere della Sera. Dico io, ma si può essere più imprudenti? Con milioni di telespettatori testimoni a carico?
Anzi, lì per lì, i buoni conduttori del programma televisivo di televendite avevano pensato al solito scherzo d’un buontempone. La voce era perfetta, ma ormai i Fiorello che imitano Berlusconi non mancano. Però carta canta, e di fronte agli estremi del bancomat e all’indirizzo della villa di Macherio dove inviare i coltelli, si sono dovuti ricredere.
"Conveniente" il set di coltelli? Non sappiamo. Fatto sta che subito dopo l’azzardato acquisto pubblico di coltelli da parte di Berlusconi, due episodi gravissimi accadevano. Guarda la malasorte. Sempre il Corriere della Sera online poche ore dopo (i delitti perfetti, si sa, si compiono in una manciata di minuti, tra due alibi) annunciava che nelle campagne di Ugento (Lecce) era stato ritrovato il coltello dell’omicidio Basile. Gli accertamenti diranno se è quello del delitto. Ma intanto, mettetevi nei panni degli investigatori: con quel po’ po’ di indizio a carico del premier, che dovrebbero fare? Ditelo voi.
Non solo, ma quando la jella ci si mette, il Popolo della Libertà non va a stravincere in modo plebiscitario in Sicilia, nota patria del coltello, tanto che pare che i contadini locali lo usino ormai al posto della forchetta, anche per arrotolare gli spaghetti? Ahi, ahi, Cavaliere, cominciano ad esserci indizi convergenti.
Nel frattempo, mentre a Palazzo Chigi si attendono nuove comunicazioni giudiziarie, i set di coltelli (ma che ci avranno mai da tagliare ‘sti italiani?) vanno a ruba nelle televendite della cattivissima Vanna Marchi, richiamata a furor di popolo siculo in permesso speciale dal carcere per una, diciamo così, "televendita di beneficienza". A chi? A se stessa, of course. Col bollino "Berlusconi’s Knife" ora costano il doppio: tanto poi con villa Macherio fanno a metà, capito er business?
Naturalmente, per salvarsi dall’accusa di "incitamento a compiere delitti" la confezione speciale "per appassionati di riti voodoo" ("Uccidi virtualmente il tuo capo-ufficio", "Finisci tra una pietanza e l'altra il tuo convivente", "Invita per l'ultima cena il tuo avversario politico", erano gli slogan davvero di cattivo gusto della manchette pubblicitaria), una postilla in caratteri piccolissimi, secondo le recenti norme UE, spiega che "non bisogna provare questi coltelli su bambini minori di 6 anni". Così rientriamo nella legge.
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JAZZ. La grande orchestra di Fletcher Henderson, in una tarda (1937) versione del celebre Stampede del 1926 (cfr. Study in Frustation). Qui siamo alla fine della carriera del genio Fletcher, quando si era ridotto ad arrangiare per Goodman. Qui il tutti orchestrale ha la meglio sul solismo (brevi soli di Emmett Berry tp e Chu Berry tenor). Il brano è irriconoscibile, ma diversamente delizioso. Piuttosto si apprezzi la raffinata regia dell'aitore del video: un disco a 78 gira su un pregiato mobile di radica dell'epoca con un rarissimo cambiadischi automatico perfettamente funzionante. Una cura della ricostruzione filologica quasi commovente. E per essere un 78 giri la riproduzione è accettabile.

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14 febbraio 2008

DALLA MORTE ALL’ORGASMO. Ah, se la vita girasse al contrario!

La vita? Dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tàcchete, il trauma è bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perché stai bene, e la prima cosa che fai è andare alla posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. Lavori quarant’anni finché sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festa in festa, bevi, giochi, fai sesso, e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità. Finché non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi nove mesi te li passi nuotando tranquillo e sereno, in un luogo riscaldato, con servizio di camera e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.
WOODY ALLEN

JAZZ. Il grande virtuoso del pianoforte jazz Oscar Peterson, canadese, superlativo solista e accompagnatore, celebre per il suo fraseggio veloce e fittamente ricamato, lo swing, e le "fughe" interminabili dei suoi assoli, è scomparso il 23 dicembre scorso. In suo ricordo ripropongo un concerto dal vivo a Tallin (capitale dell’Estonia, allora abusivamente considerata Russia, anche nelle discografie), insieme col bassista danese Niels-Henning Orsted Pedersen, in Just Friends.

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15 aprile 2007

PALINDROMI. Dall’inizio o dalla fine? Strano, ma il significato è lo stesso.

L'enigmistica ha un fascino antico e insolito che colpisce. Specialmente rebus, sciarade e anagrammi piacciono a chi, come me, è attento alle parole e appassionato di ogni esercizio, abilità o gioco che abbia a che fare con le parole.
      Tempo fa composi una poesia-ritratto della scrittrice Grazia Lago i cui versi, tutti concatenati tra loro con un filo logico, erano però stati originati da alcuni anagrammi casuali del suo nome. In tempi, si badi, in cui non esistevano i computer, che oggi hanno addirittura programmi appositi che forniscono centinaia di anagrammi, peraltro spesso deludenti o insignificanti.
      Ricordo che quel nome non mi portava gran ché: ottenevo, col puro esercizio mentale, per prove ed errori, solo anagrammi balzani o senza senso. Finché mi venne una folgorazione che mi permise di dare un certo senso al tutto: decisi che l'incastro potesse essere così acrobatico da prevedere che un anagramma valicasse il limite del verso, occupandone magari due. Così anagrammi senza senso acquistavano qualche significato. Ma era davvero una "scrittura automatica" dettata dal caso, che io cercavo in qualche modo di regolare. Il curioso (e inquietante, secondo l'amica scrittrice, che crede a questo genere di coincidenze misteriose ed esoteriche) è che in una poesia così casuale il ritratto che ne è scaturito ha pienamente soddisfatto la Lago, che ritiene i versi generati dagli anagrammi veritieri e addirittura dei vaticini... Bah, io non credo a queste cose, ovviamente, e più sensatamente parlo di coincidenze inquietanti, suggestioni, casualità, emotività esasperata. Anche se sono ossessionato dalle inquietanti coincidenze.
      Da adolescente mi esercitavo sulla "Settimana Enigmistica", che a me sembrava la più seria pubblicazione periodica del settore, anche se troppo spazio vi è concesso alle parole crociate facili, a giochini e passatempi banali. Ma, anche limitandosi alle parole crociate senza schema, ai rebus, alle sciarade e agli anagrammi, cioè alla parte più nobilmente enigmistica, il settimanale il suo ruolo d'intelligente stimolatore dell'intuito verbale e spaziale lo svolge egregiamente.
      Ma la "Settimana Enigmistica" mi deluse da adulto, invece, quando volendo collaborare con mie composizioni, e volendo passare da lettore ad autore, ottenni un rifiuto malamente motivato ("Abbiamo delle ferree regole metriche"). Ancor oggi, a distanza di anni, visto il livello elementare delle composizioni che leggo, ritengo più che pubblicabili quegli indovinelli e sciarade, rimandatemi indietro perché - incredibile a dirsi - nascondevano, come mi scrisse il direttore, "qualche piccolo errore di metrica". Ho un buon senso del ritmo musicale e avevo fatto di tutto perché ad orecchio le sillabe dei versi fossero ben bilanciate. Ma non immaginavo che i redattori della “Settimana Enigmistica" fossero convinti di fare... poesia. E poesia anche provincialotta e retrò, con tanto di rime baciate o alternate. Giudicate voi se le mie prime composizioni enigmistiche erano o no all'altezza delle tante, alcune mediocri e banali, che si leggono sulla "Settimana".
      Oggi sono stato colpito navigando su internet da un aspetto poco noto dell'enigmistica: le parole e le frasi palindrome, sottospecie particolare delle bifronti, che cioè conservano le medesime lettere e nel medesimo ordine sia leggendole dall'inizio, sia dalla fine. Anche Roma è bifronte, cioè si può leggere al contrario, ma così ha un altro significato: Amor. Le parole e le frasi palindrome invece sono "a specchio", vale a dire hanno la medesima sequenza da una parte e dall'altra. La cosa impressionava molto gli Antichi.
sator      Tra le più famose frasi palindrome dell’Antichità romana è spessissimo ricordata la misteriosa SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS, letteralmente: “Il seminatore Arepone guida con fatica le ruote [del suo aratro]”, frase secondo me senza senso, del tutto casuale (certo, se accettiamo che uno si possa o si potesse chiamare Arepone… allora ogni gioco di parole è possibile), ma in cui migliaia di cultori di enigmistica e scienze occulte del passato si sono sforzati di cogliere molti significati misteriosi, sedotti dal modo schematico e razionale in cui le lettere sono disposte in quadrato: quello bidirezionale. Ogni parola della tavola divisa in 25 quadri è palindroma, cioè ha un significato anche letta al contrario. Ebbene gli Antichi, saranno stati dei semplicioni, però vedevano in questa piccola raccolta di casualità chissà che di magico o miracoloso o ingegnoso. 
      In quanto alle singole parole, poi, quelle di per sé palindrome sono numerose, specie in italiano, lingua vocalica per eccellenza: oro, afa, ara, inni, ossesso, anilina, ottetto, Anna, radar, aia, ingegni, onorarono, ama ecc.
      Per le intere frasi palindrome, invece, bisogna che il significato sia evidente, in modo corretto, senza salti logici o trucchi. Invece noto che molte sono tirate per i capelli e scorrette o dei non-sense, e quindi andrebbero squalificate: i palindromi veri, geniali, sono quelli chiari, evidenti, di buon italiano. Ave Eva, Anima di damìna, Amo Roma, Etna gigante, Attici di città, E’ nome di dèmone. Frasi palindrome perfette.
      Sul sito Polymath, curato da matematici estroversi del Politecnico di Torino, un intero settore è dedicato ai palindromi, con esempi di tutti i tipi, da quelli basati solo sulle parole singole alle frasi intere, dalla pittura (ma sì, il Narciso che si specchia nell’acqua d’uno stagno non è forse un palindromo?) alla musica e al cinema. Da queste pagine e da altre fonti traggo un florilegio di frasi palindrome, alcune davvero non-sense e umoristiche:

Amo Roma
Ai lati d’Italia
A Roma si disamora
Etna gigante
Avida diva
Eco, vana voce
Attici di città
Era pacifica, pare
I brevi diverbi
A me dai diadema
I tre sedili deserti
Eran i mesi di seminare
A ritroso sortirà
Occorre portar aratro per Rocco
O mordo tua nuora, o aro un autodromo
I topi non avevano nipoti
Essa t’evita le relative tasse
E’ mala sorte, ti carbonizziamo braci, tetro salame
Accavalla denari, tirane dalla vacca 
Eran i modi di dominare
Ora dieci lire per i licei darò
E con lievi viti vive il noce
E’ ritrosa a sortire
Erano, sai, sei a Iesi a sonare
Occorre pepe per Rocco
Allor a fette farolla
Annodai mia donna
E ci darà la radice
Adenoidi: Dio ne dà
Anima di damina
E’ nome di demone
Parlo col rap
M’ami, o imam? 
Ave, Eva

      In inglese, se non sbaglio, i palindromi non devono essere né facili né frequenti. Registro intanto questi due facili:
Madam, I'm Adam [Signora, sono Adamo]
Race car [Gara di automobili]

      In francese:
Esope reste ici et se repose [Esopo resta qui e si riposa]
Un drôle de lord nu [Un buffo Lord nudo]
      Vogliamo provare, cari amici, a creare (cercare) nuove parole o frasi palindrome?

AGGIORNATO L'11 SETTEMBRE 2016

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28 maggio 2006

STORIELLE E SATIRE. Paradiso, inferno, italiani, ebrei, donne e uomini.

IL PARADISO E L'INFERNO. Qual è il paradiso per gli europei? Un posto in cui un inglese fa il poliziotto, un tedesco il meccanico, un francese il cuoco, un italiano l'amante, e uno svizzero l'amministratore. E l'inferno? Lì, invece, il tedesco fa il poliziotto, l'inglese il cuoco, il francese il meccanico, lo svizzero l'amante, e l'italiano amministra il tutto. (Storiella di ambiente europeo, Strasburgo).

GESU'. Era italiano, ci sono almeno tre prove: 1. Solo un italiano può dire di avere la mamma vergine. 2. Solo una italiana si tiene in casa un figlio fino a 33 anni. 3. Solo una italiana può credere che suo figlio sia un dio. (Storiella di ambiente europeo, Strasburgo).

ITALIA E ITALIANI. Al momento della Creazione Dio creò l'Italia, e vide che era il posto più bello del Mondo. Gli altri Paesi protestarono. E allora Dio disse: "Va be', per bilanciare le cose, ci metterò gli italiani..." (Storiella di ambiente europeo, Strasburgo).

TEORIA E PRATICA SECONDO EINSTEIN.  La teoria è quando si sa tutto, ma non funziona niente. La pratica è quando funziona tutto, ma non si sa il perché. Così, si finisce per coniugare la teoria con la pratica. E allora non funziona niente e non si sa il perché.

DIETA EBRAICA. Se un ebreo mangia un pollo, vuol dire che uno dei due è malato. (Detto popolare ebraico).

IL PAPA ARRESTATO. Come mai? Non ha saputo chiarire la “posizione del missionario”.

SFIGA. La fortuna è cieca. Peccato che la sfortuna ci veda benissimo (Maurizio Costanzo).

EBREI E MUSICA. Sai perché ci sono tanti ebrei grandi violinisti e pochissimi pianisti? No? Be', hai mai provato a scappare portandoti dietro un pianoforte a coda? (Storiella degli ambienti della Comunità ebraica).

L'AMORE E' CIECO. Strano davvero l'amore. Uno ha appena finito di dire ad una ragazza che non si stanca di guardarla, che è bellissima, e come prima cosa che fa? Spegne la luce!

IL CAVALLO E L'OCA. Un’oca e un cavallo passeggiavano lungo uno stagno. A un certo punto il cavallo cade nelle sabbie mobili e annaspa. L'oca corre a prendere la Bmw del padrone e con una fune lo tira in salvo. Il giorno dopo, durante la solita passeggiata, è l'oca a cadere nelle sabbie mobili. Grida al cavallo: "Prendi la Bmw". Ma il cavallo sfodera il suo lungo uccello e la traina a riva. Meravigliatissima, l'oca chiede al cavallo: "Ma come hai fatto a sapere che saresti riuscito a salvarmi senza Bmw?" E il cavallo saggio: "Ma, sai, chi ha un uccello da cavallo può fare a meno di usare una Bmw per rimorchiare un'oca". (Trasmessa da Rachele)

FILOSOFIA ALLA MODA. Kierkegaard era un arbitro di tennis. Infatti ripeteva sempre: "Out, out".

CHET BAKER SUICIDA (scusate il cinismo...). Dalle scale con la tromba, alla tromba delle scale. (Da ambienti jazz dopo una bevuta).

I DUE CACCIATORI (tipica storiella americana). Due cacciatori si trovano in un bosco del New Jersey. Improvvisamente uno dei due crolla a terra. Sembra che non respiri più e i suoi occhi sono assenti. L'amico chiama immediatamente i soccorsi al telefono. Urla: «Il mio amico è morto! È morto! Cosa posso fare?». «Cerchi di calmarsi, la prego - gli risponde l'operatore - Innanzitutto si assicuri che sia realmente morto». Un attimo di silenzio, poi si sente un colpo di fucile. «Ok. E adesso?» .

IL NAUFRAGO EBREO. Dopo un naufragio un ebreo approda su una sperduta e disabitata isoletta tropicale. Anni dopo, il pilota d’un aereo sorvola l’isolotto e vede con meraviglia due sinagoghe fatte con legni di riporto. Subito viene apprestato un barcone per raggiungere e porre in salvo gli abitanti. «Grazie, mi avete salvato» dice l’ebreo ai suoi soccorritori. «Ma quanti siete? – chiede il comandante – sa, il barcone contiene solo 50 persone». «Sono solo». «Solo? – esclama il soccorritore – e le due sinagoghe?». «Be’, in una ci vado tutti i giorni…». «E nell’altra?». «Che c’entra, io in quella non ci metterei mai piede…»

LA TENDA (tipica storiella inglese). Sherlock Holmes e il dottor Watson si trovano in un campeggio per una vacanza. Dopo una ricca cena e un'ottima bottiglia di vino, si ritirano in tenda e si addormentano profondamente. A un certo punto della notte Holmes si sveglia e scuote l'amico. «Watson, Watson, guardate in alto nel cielo e ditemi cosa vedete!». «Vedo milioni e milioni di stelle, Holmes». «E cosa ne deducete?» chiede Holmes.Watson riflette a lungo e poi replica: «Beh, da un punto di vista astronomico, questo mi fa pensare che ci sono nel cielo milioni di galassie e quindi, potenzialmente, miliardi di pianeti. Da un punto di vista astrologico, mi fa osservare che Saturno è in Leone. Da un punto di vista orario, guardando la Luna, ne deduco che sono circa le 3:15. Da un punto di vista meteorologico, mi aspetto che domani avremo una bellissima giornata. Da un punto di vista teologico, mi fa capire che Dio è Potenza Infinita e che noi siamo solo una piccolissima e insignificante parte dell'Universo. Ma perchè me lo chiedete? Cosa suggerisce a voi tutto questo?» Holmes rimane un attimo in silenzio e poi esclama: «Watson, siete un idiota! Qualcuno ci ha rubato la tenda!» .

TRAFFICO. Pullman pieno zeppo di oculisti diretti a un congresso procede a passo d'uomo sulla tangenziale. Il giovane cronista neo-assunto, a cui da praticante avevano fatto una testa così con la storia della sintesi, intitola: “Lenti a contatto”.

FALEGNAMI. Trav in pee e dona in pian, tegnen su el domm de Milan (tradotto dal milanese: Legno in piedi e donna in piano reggono pure il duomo di Milano. Antico proverbio della corporazione dei falegnami milanesi, riferitomi dal mio falegname).

TITOLI DI GIORNALI. "Si è spento l'uomo che si era dato fuoco" (Giornale di Sicilia). "Cinquecento contro un albero: tutti morti" (La Provincia Pavese). “Tromba Marina per un quarto d’ora”  (Corriere del Mezzogiorno).

DIO. La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno (Slogan della campagna promozionale dell’Uaar).

IL MEMBRO MASCHILE VISTO DALLA DONNA. L'uomo è come la neve. Non sai quando viene, non sai quanto dura, e soprattutto non sai quanti centimetri ne arrivano. In compenso, puoi sempre giocare con le palle. (trasmessa da Rachele).

MATEMATICA: IL MEMBRO MASCHILE NELLE MANI DELLA DONNA (SECONDO L’UOMO). “Perché le studentesse sono più brave in matematica degli uomini? Perché in un'equazione prendono un membro, lo mettono tra parentesi, lo elevano alla massima potenza e poi lo riducono ai minimi termini”  (dall’Università di Palermo).

LEZIONE DI BUONE MANIERE. A scuola durante la lezione di educazione e buone maniere la maestra domanda agli alunni:
- Michele, immagina di essere a cena con una ragazza di buona famiglia, molto educata, che stai corteggiando. Se devi andare alla toilette, cosa le dici?
- Semplice, signora maestra: "Aspetta un momento, vado a pisciare". - Ma no! E’ volgare, è cattiva educazione. Giovanni, tu invece come lo diresti?
- "Scusami, cara, devo andare alla toilette, ma torno subito".
- Be’, così va già meglio, ma può essere sgradevole parlare di toilette quando si sta cenando. E tu Pierino, contrariamente al tuo solito, sapresti essere cortese?
- Certo, signora maestra. Io direi: "Cara, ti prego, scusami ma devo assentarmi un momento: vado a stringere la mano a un mio intimo amico che spero di poterti presentare dopo cena…"

LE SUORE SPOSATE A GESU’. In un convento si celebra il rito dello “sposalizio”, con cui le suore, vestite di bianco, prendono i voti “sposando Gesù”. La chiesa è piena di gente ad un certo punto entrano quattro ebrei chassidim vestiti di nero, con cappello e barbe lunghe, e si siedono in prima fila. Il padre superiore si rivolge a loro dandogli un caldo benvenuto, felicitandosi della loro presenza e chiedendo loro "Non offendetevi se vi chiedo: come mai siete venuti?". Al che uno dei chassidim gli risponde: "Noi siamo la famiglia dello sposo" (Barzelleta ebraica di Yael Hemia).

BATTUTE E BARZELLETTE MASCHILISTE. Un camion è fermo al semaforo, quando da un’auto dietro di lui scende una donna agitatissima che bussa al finestrino: «Mi chiamo Anna, guardi che lei sta seminando il carico lungo la strada». Ma il semaforo diventa verde e il camion riparte. Al semaforo successivo la scena si ripete. E anche a quello dopo, e a quello dopo, e a quello dopo ancora. Finché l’uomo, esasperato, non risponde ad Anna: «Io sono Roberto, siamo in inverno, e questo è uno spargi-sale!»

«Le donne non hanno niente da dire. Ma lo dicono così bene!»  (Oscar Wilde)

Un orso è fuggito dal circo ed è in giro per la città. Domatore e poliziotti lo cercano. Un passante dichiara di aver visto l’orso seguire una ragazza in una casa. Gli agenti arrivano sul posto, spingono la porta e sentono: «Io sono stata carina con te, adesso mi regali la pelliccia?»

Una ragazza si presenta al pronto soccorso con un braccio fasciato. Il medico le chiede: «Che ha fatto?». «Credo di essermi rotta un braccio». «E com’è successo?». «Per evitare un bambino». «E’ andata a sbattere con la macchina?». «No, caduta dal letto».

Che differenza c’è tra una donna e uno specchio? Lo specchio riflette!

AFORISMI E ALTRI UTILISSIMI CATTIVI PENSIERI: sono qui.

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