luglio 02, 2008

NATURISMO. Dalla medicina al cibo e al vestiario vita sana secondo Natura

I caratteri dei popoli prevalgono, anche e soprattutto nella vita quotidiana. Per lo più, i riformatori stanno al Nord, come insegna la Riforma per antonomasia, quella religiosa protestante, mentre i conservatori stanno al Sud, come insegna anche la storia italiana. Con la bella eccezione del Risorgimento, in cui un’intera classe politica e perfino la parte eletta del popolo stranamente si fecero nordiche e furono filo-inglesi per nobile adesione ideale ad uno dei Paesi in cui era nata la "libertà dei Moderni".
LA "RIFORMA" DELLA VITA. Fatto sta che i nomi da soli parlano più di interi libri, e anche nel rapporto Uomo-Natura, o meglio Uomo-civilizzazione, pur volendo le stesse cose, i naturisti tedeschi sono sempre stati per la Riforma, quelli mediterranei per la Conservazione. Basta vedere la psicologia del linguaggio: noi Italiani, p.es., parliamo di "mantenimento della dieta mediterranea", come se fosse un tornare indietro, e come se fosse cosa nostra, mentre è semplicemente la dieta povera degli Antichi, di tutti gli Antichi, in Italia conservatasi più a lungo a causa della Natura più rigogliosa d'Europa (oltre la metà di tutte le specie botaniche) e dell’arretratezza industriale e sociale. Ma i due concetti sono distinti.
Nel blog Alimentazione Naturale ho parlato del muesli, zuppa mista di fiocchi di cereali e frutta, addirittura come d’un simbolo del Naturismo o, come dicevano i tedeschi, della Lebensreform, la "riforma della vita". Che vogliono dire i due termini? E sono sinonimi? Questo articolo è l'occasione per un piccolo approfondimento..
Non vorrei sembrare enfatico, anche perché "Naturismo" sembra un parolone, ma in realtà è stato, è tuttora, un movimento molto concreto e fondato anche sulle piccole ma importanti cose d’ogni giorno. E infatti è stato silenzioso e discreto, nonostante l’enorme successo che ha avuto nell’ultimo secolo.
NATURISMO, CHE VUOL DIRE. "Enorme successo"? Ma sì, nonostante gli equivoci sul suo nome. Anzi, diciamola tutta, nonostante il fatto che non si sia neanche d’accordo su come chiamarlo. Tanto discreto che molti non sanno che cosa vuol dire. Naturisti compresi. Però suona bene, appare una bella parola, e come per il liberalismo molti se ne appropriano abusivamente. Nei Paesi di lingua germanica per Lebensreform si intende quel movimento, che toccò l’apice nei primi decenni del Novecento, che tende alla Riforma, cioè al rinnovamento totale della vita dell’uomo per opporsi agli eccessi anti-naturali della vita cittadina e della società moderna, sempre più artificiali, a cominciare dall’alimentazione, l’igiene, la medicina, l’abbigliamento, per finire coi tanti aspetti della vita quotidiana. Per dirne solo due molto attuali: il risparmio energetico e il riciclaggio dei rifiuti. Si tratta di pratiche elementari in ogni famiglia o fattoria naturista già dal 1920. Mentre i cittadini tipici , che si sentono irresponsabili, e non solo a Napoli, non le attuano neanche oggi: a tutto devono pensare "gli altri", "lo Stato". Il contare sulle proprie forze, l’autosufficienza, è invece, fino a dove è possibile, un principio base dei naturisti.
Ma la Lebensreform è solo una fase moderna del più vasto e antico movimento del Naturismo.
ALIMENTAZIONE, MA NON SOLO. Certo, l’alimentazione sana e naturale è molto importante per il Naturismo, ed è sempre collegata con la medicina. E tra i simboli dell’alimentazione naturista (oggi diciamo "naturale", ma è scorretto) non c’è solo il muesli più o meno commerciale, di cui ho parlato nell’articolo sul blog Alimentazione Naturale. Ma, nutrirsi in modo semplice, mangiare molta frutta e verdura, preferire le crudità, il pane integrale anziché quello raffinato, il miele o lo zucchero scuro di melassa al posto di quello bianco, far colazione al mattino con la zuppa di cereali integrali, l'uso regolare dei legumi, mangiare poca carne (o anche escluderla, perché no?). Tutte queste scelte, prima che prescrizioni recenti, perfino tardive, di cardiologi, oncologi, nutrizionisti e dietologi, sono state tradizionali simboli alimentari del Naturismo.
PREVENZIONE E MEDICINA, MA NON SOLO. E non c’è solo il cibo. Diamo uno sguardo alla voce "Naturismo" sul bel Dizionario Gabrielli. Ci sono due significati, il primo nato nell'Ottocento, il secondo nel Novecento:
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"NATURISMO: dottrina che affida alla natura l'azione risanatrice dell'organismo malato, riconoscendo alla terapia medica una funzione puramente ausiliaria. Sec.XIX".
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"NATURISMO: movimento che si propone di porre l'uomo a più intenso e diretto contatto con la natura, come necessaria compensazione igienica della civiltà industriale, in cui è costretto a vivere. Sec.XX".
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Belle definizioni. Per secoli il Naturismo è stato "la" Medicina naturale, la medicina ippocratica, il modo igienista e secondo natura di prevenire e curarsi con gli alimenti (cfr, l’aforisma di Ippocrate: "Il cibo sia la tua medicina, la medicina il tuo cibo"), con le erbe, la luce (i primi club naturisti si chiamavano Lichtbund, cioè Associazioni della Luce), l'acqua, la terra, l’aria. Beniamino Franklin, che soffriva d’insonnia, la sera usciva all’aperto vestito solo di un’ampio camicione da notte ("bagno d’aria"). Così, scrive in una lettera, calmava il nervosismo e riusciva a dormire. Vedi al riguardo, più sotto, il Dr. Lahmann.
CONTENUTI DEL NATURISMO. In ogni attività dell’uomo ha spaziato questa bella filosofia, o piuttosto scienza, anzi, meglio, "arte del vivere" sano e naturale. Ecco come definiva il Naturismo all'art.3 lo statuto della Lega Naturista (da me fondata nel 1975 al Congresso Radicale di Bologna, ben 10 anni prima dei Verdi), primo e unico club in Italia che ha perseguito "tutti" i temi naturistici nella loro giusta gerarchia:
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"Il Naturismo, come movimento umanitario interdisciplinare e filosofia di vita, è fondato sull'armonia con le leggi della Natura; sulle regole igieniche, alimentari e comportamentali volte ad assicurare una vita sana e naturale; sul rispetto prioritario di ogni forma di vita vegetale ed animale; sulla salvaguardia più radicale dell'ambiente naturale".
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IL NATURISMO CAMBIA LA VITA. La sintesi dei vari Autori naturisti, dalla Tradizione più antica alle più recenti tecnologie, consente al Naturismo moderno di intervenire in numerosi campi di attività. In pratica, l'intera vita dell'uomo potrebbe essere modificata "secondo natura", come riportava l'art.4 della nostra Lega Naturista.
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TUTTI TEMI DEL NATURISMO
Alimentazione sana e naturale
Igiene naturale
Prevenzione e terapie naturali
Agricoltura biologica
Tutela del mondo vegetale
Tutela del mondo animale
Tutela dell'ambiente naturale e urbano
Risparmio, autosufficienza e anti-consumismo
Energie pulite e rinnovabili
Escursionismo naturalistico e sportivo
Attività ginnica
Cultura del corpo libero e nudismo
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NATURISMO E NUDISMO. Come si vede, il nudismo è all'ultimo posto. Lo stesso compianto Giuseppe Ghirardelli, fondatore dell'associazione nudo-naturista ANITA e bella personalità di riformatore e idealista naturista (l'ho inserito tra i miei "personaggi" della vita), era solito ripetermi - lui nudista al cento per cento, come me del resto [ho scritto nel 1980 Guida al nudo, il più completo saggio sul nudismo] - che "Il nudismo in fondo è l'ultima, estrema conseguenza della riforma dell'abbigliamento del Naturismo". E citava di continuo come "libro sacro" il saggio di Lamberto Paoletti, "Naturismo, arte del vivere", del 1933 (v. immagine copertina), di cui volle regalarmi una copia con dedica. Ma nel libro di Paoletti al nudismo sono dedicate poche righe, ed anche poco chiare. Il che gli valse le critiche dello storico del nudo-naturismo europeo Ernesto Gorischegg, secondo il quale "l'ambiguo" Paoletti in Germania si proclamava nudista, ma in Italia prendeva le distanze. Forse per paura del Regime fascista? Ad ogni modo, Paoletti, Gorischegg e Ghirardelli, ovvero tre massimi esponenti del movimento, hanno confermato che si può essere naturisti senza essere nudisti, e viceversa. Principio che la Corte di Cassazione, forte degli appoggi culturali del settore, ha potuto inserire in una famosa sentenza. Anzi, questa distinzione era la norma prima del 1945, conferma con l'abituale chiarezza Gorischegg. D'altra parte, la canottiera, il costume da bagno, i calzoncini corti e l'ampia tunica per il bagno d'aria (senza nulla sotto) di Franklin erano considerati "abiti naturisti", tipici della riforma naturista del vestiario iniziata con gli "abiti riformati" dell'800 in America. Erano soluzioni "naturiste", ma non c'entravano nulla col nudismo.
Ma oggi culturalmente si è addirittura più indietro, cioè esiste una vera divaricazione. Paradossalmente, nessun nudista è naturista e nessun naturista è nudista. Tranne rarissime eccezioni, per lo più tra persone colte. Tuttavia, storicamente, culturalmente e scientificamente, tutti i temi naturistici classici sono intimamente collegati. E proprio per la circolarità del Naturismo - anche dopo che gli ambientalisti hanno iniziato una vita indipendente - mi ostino da utopista a considerare tuttora uniti i vari temi naturistici sopra elencati.
IL RITORNO DEL CORPO. Oggi sembra normale mettersi la canottiera per fare sport. Ma è un’invenzione "naturista" abbastanza recente, tipica anch’essa della semplificazione del vestiario proposta dal Naturismo. Fino all’800 in palestra scolari e atleti, ad imitazione delle esercitazioni militari, si esercitavano vestiti di tutto punto, anche in giacca e cravatta. Perfino in montagna si scalava o camminava in giacca e cravatta: ci sono le foto a testimoniarlo. In precedenza la ginnastica era stata sconsigliata a lungo dai medici. Mentre già Greci e Romani sapevano che faceva bene. E basti ricordare che si chiama così perché nell’Antichità la si praticava nudi (gimnòs). Per igiene, per avere meno impedimenti, per essere davvero uguali tra concorrenti. E i bagni? Neanche i re si lavavano. Quando puzzavano si cambiavano camicia e si irroravano di profumi e talco. "Lavarsi spesso fa male", sostenevamo i medici moderni fino all’800. La Chiesa, responsabile della chiusura delle terme romane, portò indietro la civiltà del corpo degli Europei, importante capitolo della Civiltà tout court. Altro che "radici cristiane". Avevano dimenticato l’amore degli antichi per la semplicità del vestiario, la corporeità, le terme e il bagno. Bisognerà aspettare l’arrivo dei naturisti (Rikli, Priessnitz, Kneipp ecc) per spiegare all'uomo moderno che per progredire doveva tornare all’Antichità anche in questo: l’acqua fa bene, facciamo più docce e semicupi e bagni possibile. Come gli Antichi.
MEDICI NATURISTI. Molti medici tra fine 800 e inizi 900 erano naturisti, e seguivano le antiche indicazioni della medicina naturista e ippocratica (innanzitutto prevenire, e poi aiutare l'organismo a curarsi da sé (oggi l'immunoterapia è una scienza all'avanguardia), con l'aiuto di alimenti, aria, acqua, luce, erbe, terra ecc), basti pensare al tedesco Heinrich Lahmann, capostipite dei medici naturisti, autore di vari trattati, uno dei quali sul "bagno d'aria", che inventò ed esportò negli Stati Uniti il "latte vegetale" (probabilmente di soia, mandorle e avena), per cui ancor oggi stravedono i vegan, al francese Paul Carton, o al nutrizionista americano Gayelord Hauser che prescriveva frutta, e diffuse i primi ed unici integratori naturali sani ed efficaci: germe di grano e lievito. Tra questi medici, lo svizzero dottor Max Bircher Benner. Anche lui come Ippocrate, creatore della medicina razionale (cfr. la prescrizione del pane nero in caso di stipsi e disturbi digestivi, e la tradizionale "zuppa di Ippocrate"), curava i malati con gli alimenti. Il che non salvò Bircher dalla condanna della medicina ufficiale e dell'Ordine dei medici svizzeri.
PRECURSORI. Noi naturisti veri, quelli completi, quelli che secondo la circolarità del Naturismo cercano di applicarlo alla maggior parte dei temi sopra elencati, l'ultimo dei quali (non il primo ed unico) è il nudismo, siamo stati i precursori delle attuali scoperte scientifiche sul cibo sano, il vegetarismo, la dieta povera, la dieta mediterranea, il curarsi col cibo, la prevenzione continua e il curarsi da sé, il curarsi con le erbe e gli altri elementi naturali, ed anche dell'ecologismo e del risparmio energetico.
Solo che l'approccio naturista non è politico e sociale, o coercitivo, ma individuale, esemplare, libero. A differenza dei Verdi che amano vietare e dicono agli altri quello che devono fare, ma poi personalmente sono come tutti, noi naturisti ci comportiamo in modo quanto più possibile coerente individualmente anche quando nessuno ci vede. Non "dobbiamo", ma "ci piace" essere naturisti. Questa è la nostra forza (testimonianza, etica, determinazione), ma anche la nostra debolezza (mancanza di potere): non siamo capaci di fingere nel "teatrino della politica".
IL NATURISMO E' VITA, NON POLITICA. Politicamente aveva ragione, pur sbagliando secondo scienza, la compagna radicale Rosa Filippini che verso il 1976, dopo avermi ascoltato ad una conferenza, così sbottò nel corridoio del Partito Radicale in via Torre Argentina, dov'era la sede della mia Lega Naturista: "Ma vuoi capire che gli uccellini e la macrobiotica non sono politica?".[Voleva dire l'alimentazione naturale integrale, tipica di noi naturisti. La macrobiotica, al contrario, non è affatto sana e naturale, perché ricca di cibi salati, fritti, stracotti, conservati, e addirittura vede con sfavore frutta e verdure crude!]. Lì per lì ne fui scandalizzato, ma ora ripensandoci credo che avesse paradossalmente ragione.
Il Naturismo è scienza e cultura, e non deve avere nulla a che fare con inghippi, trucchi, mezzucci, scambi e transazioni della politica politicante, l'unica attività dell'uomo in cui un perfetto ignorante può scrivere delle leggi che valgono per tutti, compresi quelli che ne sanno più di lui. Sono convinto che l'ecologia e a maggior ragione il Naturismo che la comprende debbano tornare ad essere scienza neutrale e cultura diffusa fondata sui più ampi diritti di libertà del cittadino (v. blog Ecologia Liberale), anche se non mi nascondo che il Naturismo oltre che al costume attiene ai problemi della polis, della società e delle leggi, e quindi è anch'esso filosofia "politica" nel senso più alto di confronto tra diverse visioni del mondo.
Comunque resta la soddisfazione a noi Naturisti di essere gli unici ad aver avuto ragione, dal punto di vista scientifico, con almeno 80 anni di anticipo. Grazie al fatto che il Naturismo è sempre stato non solo arte ma anche scienza, appunto, e perciò ha avuto sempre l'intelligenza di aggiornarsi. Proprio come la medicina, con cui abbiamo in comune il capostipite Ippocrate..
FINTI "NATURISTI", IN REALTÀ SOLO NUDISTI. Diverso il discorso dei tanti club che oggi in tutto il mondo si definiscono "naturisti" mentre in realtà sono solo nudisti, e della peggiore specie, quella vacanziera e incolta. Infatti è proprio un problema di deficit di cultura: nessuno dei dirigenti insegna ai suoi iscritti la vera storia del Naturismo, che del resto essi stessi ignorano. I capi dei club se vogliono fare carriera e tentare di diventare rappresentanti internazionali devono legarsi mani e piedi alla politica scopertamente turistica, campeggistica e commerciale della federazione internazionale INF-FNI (inserita nell'Unesco, l'ente culturale dell'ONU...), secondo cui il naturismo - figuriamoci - sarebbe in pratica quello stabilito ad Agde (1974), cioè in pratica prendere il sole insieme ad altri in spiaggia o in campeggio...: "Naturism is a way of life in harmony of nature, expressed through social nudity... Le naturisme est un mode de vie en harmonie avec la nature, qui s'exprime par une nudité commune..."
C'è da vergognarsi di una definizione così riduttiva, sottoculturale e banalmente vacanziera, ma questo offre il business turistico nudista di oggi. Per la gioia e gli interessi dei proprietari di campeggi e stabilimenti balneari, il Naturismo attuale sarebbe, secondo i burocrati del turismo dell'INF, "un modo di vivere in armonia con la natura, che si esprime attraverso la nudità in comune, unita (aggiungono, ma queste sono banalità che si richiedono a tutti) al rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente".
I fondatori del Naturismo, medici o no, si rivoltano nella tomba. Il naturista tipo, secondo loro, è quello che si limita a stare nudo magari solo per fare un bagnetto di cinque minuti (Nackt-baden), e che poi magari si riveste subito per correre al bar della spiaggia. Il tutto per una settimana di vacanza all'anno in squallidi campeggi organizzati e affollatissime spiagge piene come tutte di ombrelloni, windsurf , canotti a motore, rumore, fumo di sigarette, inquinamento. Disturbate oltretutto da bar e ristoranti (dove mai, dico mai, si mangia naturista, e l'alcol - nemico dei vecchi naturisti - scorre a fiumi), "normali" piste da ballo, radio e altoparlanti. E tutti portano in spiaggia il costume, sia pure per uno squallido continuo toglie-e-metti (specie le ragazze).
LE LOBBIES VINCONO PER L'IGNORANZA DELLA GENTE. E neanche il bravo ing.Gianfranco Ribolzi, presidente dell'UNI, a cui va la mia solidarietà e simpatia, neanche la generosa Simona Carletti e il vecchio amico Carlo Consiglio, oltre agli altri organizzatori italiani, potrebbero farci nulla, di fronte a quest'andazzo generale, in cui i club italiani sono l'ultima ruota del carro. La lobby franco-tedesca del nudo-turismo e del nudo-business impera, ed ha ormai imposto a tutto il mondo i suoi modelli consumistici, che fanno a pugni con i principi del Naturismo, movimento anticonsumista per eccellenza. Questo accade per un deficit di cultura del Naturismo, cioè non si sa che cos'è. Ecco perché prima di aver risolto questo problema di ignoranza generale è inutile fare pressione sul Parlamento per avere una leggina che autorizzi una spiaggia o un campo nudista (straparlando di "naturismo"), cioè ulteriore consumismo vacanziero. Confermerebbe presso la popolazione ignorante il luogo comune recente che il "naturismo" significa solo abbronzatura integrale e basta. In realtà, soprattutto in Italia, manca una cultura generale del Naturismo, in tutti i suoi aspetti. Il nostro nemico non è il perbenismo, ma l'ignoranza. Nessuno studia più. Tutti copiano gli altri, specialmente i francesi, che sono più ignoranti di noi. Queste cose, invece, i vari Ghirardelli e Gorischegg le sapevano benissimo e le condividevano. Quindi non voglio dare la croce addosso agli amici organizzatori, però, qualche conferenza per i soci, un bel sito web di approfondimento culturale, o qualche articolo con nomi e termini giusti, e la vera storia del Naturismo, di cui il nudismo è solo un aspetto, bellissimo e entusiasmante, ma solo un aspetto, potrebbero farla. Anziché i soliti articoletti da dopolavoro ferroviario sul torneo di petanque (bocce). Servono pedagogia e didattica. Intanto, perché, per chiarezza scientifica e onestà laica, non recuperare i bellissimi nomi "nudismo" e "nudista" come già si sta facendo in America e Australia (guarda caso, dove la dittatura francese non arriva)? L'ho già scritto nella "Guida al Nudo" del 1980: mentre siamo nudi in una spiaggia noi non siamo naturisti, ma solo nudisti. Non vi basta? Per essere naturisti ci vuole ben altro, state sicuri, ché di queste cose sono esperto. E allora? Ci vergognamo delle parole, abbiamo bisogno di "foglie di fico" lessicali non potendo usare querlle vere, oppure temiamo chissà quali ritorsioni da parte della lobby franco-tedesca?
Resta, comunque, il fatto scandaloso che un club privato, l'INF-FNI, in cui non credo proprio che siedano scienziati e storici, si permetta nel proprio statuto di definire che cosa sia il Naturismo, una dottrina ben più grande di loro, restringendo in modo ridicolo a piccola pratica di vacanza, senza il minimo approfondimento storico-culturale, con una definizione sbagliata che però conviene alla sua politica turistica, un antico, ampio e nobile concetto storico e scientifico.
DIMENTICATO ANCHE IL FKK. Tutti i temi importanti del Naturismo (v. sopra, la lista) sono dimenticati, anzi osteggiati anche dalla base (v. oltre). E tutti i club sono uguali in questo: si verifica una omologazione negativa. Poiché tutti i club sedicenti "naturisti" del mondo che vogliano avere la tessera internazionale che autorizza l'ingresso nelle spiagge o nei campeggi devono iscriversi alle federazioni nazionali (a loro volta iscritte alla INF-FNI). Sanno bene, quindi, che cosa c'è scritto nello statuto a proposito di "Naturismo", qual è la politica solo vacanziera e campeggistica della federazione. Stile di vita, zero. Alimentazione, igiene e salute, zero. Protezione dell'ambiente, zero. Oggi si vedono anche i nudisti fumatori e i nudisti alcolisti.
Ma almeno fossero nudisti! La nudità è ormai un optional, più tollerata che praticata, specie dai giovani. Già nella "favolosa" Villata (Corsica) degli anni 80, che oggi tutti rimpiangono. Sarà pure stato un paradiso terrestre, però l'amico Philippe Cardin, allora presidente della Federazione dei nudisti francesi FFN, si lamentava con me che gli Adami e le Eve erano sempre più spesso vestiti. Già nel 1981. Avrei voluto rispondergli: eh, vedi che succede a dire che il naturismo è il nudismo, e quindi a far entrare chiunque voglia fare il bagno, per far soldi, senza aver prima educato, cioè spiegato ben bene in conferenze e festival, magari con una "campagna" d'informazione sui mass media e nelle scuole che cosa è il Naturismo, in tutte le sue forme? A parole era d'accordo con me, tanto da scrivere a proposito della mia "Guida al Nudo" su "Naturisme Informations", n.28: "Il n'existe pas en Europe d'ouvrages qui analysent de façon aussi complète le nudisme". Ma poi all'atto pratico neanche lui riusciva a staccarsi dalla mentalità vacanziera dominante fondata sulla gestione di spiagge, centri turistici e campeggi. Fatto sta che ormai il business internazionale del finto "naturismo" è in aperto contrasto non solo col Naturismo, ma anche col Nudismo, cioè con la gloriosa tradizione della FKK (Freie Korper Kultur, o cultura del corpo libero), che era pur sempre collegata ad alcuni degli importanti temi naturistici, come hanno insegnato Zimmerman e Ungewitter.
MA PERCHE' NON SI FANNO CHIAMARE NUDISTI? Domanda ingenua. Più volte invitati, hanno sempre rifiutato con decisione. Perché? Una scusa vera, che lascia allibiti è che "nudista" sarebbe volgare (in Francia). Segno che loro hanno permesso che diventasse volgare, perché non sono più nudisti: si vergognano. Un'altra scusa inventata è che loro "non sono semplici nudisti". Bugia sfacciata, perché nessuno può capire le eventuali motivazioni ideali guardando un corpo nudo steso al sole. E' solo nudista. Ma, come già detto, ormai molti turisti nel nudo sono solo dei normali tessili. (basta vedere le squadre sportive di pallacanestro, pallavolo, talvolta perfino corsa e bocce organizzate dai club o dalle Federazioni nazionali: tutti vestiti). Solo il nuoto resiste nudo. La verità, come sempre, è nella psicologia. E' che il termine corretto "nudista", a loro dire, non è gradito ai politici (da tener buoni per leggi favorevoli) e agli amministratori locali (per concessioni ), e a quelle masse turistiche su cui contano per rilanciarsi economicamente e chiedere finanziamenti agli Stati. Ecco come nasce "naturismo" al posto di "nudismo". Ma alla lunga è un trucco vano, perché il nudismo sedicente "naturista", ambiguo, privo di ideali e di valori chiari e comprensibili (dov'è la Natura in una distesa di bungalows, ombrelloni e tende?) è in crisi gravissima e sempre crescente, ed è ormai composto quasi solo da vecchi. Segno che le bugie non pagano.
IL FURTO DEL "NATURISMO" NON PAGA. Una situazione di inutile e controproducente appropriazione indebita, di vero e proprio furto del nome, che ricorda, almeno in Italia, due fenomeni recenti: i conservatori che vergognandosi del loro nome si definiscono "liberali", e i clericali che si spacciano per "laici" inventando una differenza semantica con gli avversari laicisti. Eh, quanti imbrogli si fanno con le parole. Ma la gente non ci casca lo stesso.
NUDISTI DI BASE: NON AMANO NULLA DEL NATURISMO. Fatto sta che non è solo colpa dei burocrati arrivisti, anche la base nudista finto "naturista" è così. La stragrande maggioranza, anzi quasi tutti i nudisti, specialmente italiani, compresi molti miei amici personali, non vogliono neanche sentir parlare dei principali temi del Naturismo: alimentazione naturale, medicine naturali, ecologia ecc. "Non mi interessa il mangiar sano, la natura o gli animali - si confessa un caro amico - a me del nudismo interessa la carica trasgressiva..." E così la pensano in molti. E nessuno dei dirigenti li corregge. Attenti, però, anche l'esibizionismo nudo è "trasgressivo", ma è fuori sia del Naturismo, sia del Nudismo.
Eppure, tutti i temi collegati erano ben presenti ai nudisti della vecchia scuola, non solo i citati Ungewitter e Zimmerman, ma anche il mitico Ernesto Gorischegg, austriaco trapiantato a Trieste, anch'egli molto longevo, che mi inviò negli anni 80 i suoi articoli scritti negli anni 20 e 30 sul pane nero, l'alimentazione sana e il "vitto crudo". Macché, tutto sparito. Si sono fatti scippare per ignoranza, conformismo e testardaggine - i tre vizi sono collegati - l'alimentazione sana, la medicina naturale e l'ecologia, i tre filoni più importanti. In cambio si sono presi i... campeggi. Si può essere più scemi? E' davvero paradossale, uno scandalo. Una vera appropriazione indebita (una parola gloriosa usata come "foglia di fico" da chi oltretutto si vergogna del nudismo) che ha finito per danneggiare in modo irrimediabile il termine Naturismo. Con la brutta conseguenza che oggi, in Italia, con l'eccezione mia e di altre 2-3 persone (tra cui l'amico Carlo Consiglio di Uni-Lazio e Lac, che non per caso era nella mia vecchia Lega Naturista), vige il paradosso secondo cui nessun nudista è naturista e nessun naturista è nudista. E' per questo che nelle immagini sopra riportate ho scelto alcune testimonianze dell'uso corretto del termine. I nomi nell'intelligenza e nella cultura sono tutto.
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IMMAGINI, dall'alto. Il medico naturista francese Paul Carton (1875-1947), la pubblicità della centrifuga "Girmi il Naturista" (1980 circa), il medico naturista tedesco Heinrich Lahmann (1860-1905), il libro di Lamberto Paoletti "Naturismo, arte del vivere" (ed. 1933 e 1945), un completo vademecum igienista, l'antologia di medici naturisti a cura di Luigi Rovetta ("Verso il Naturismo scientifico", 1940), due mitici vegliardi del Naturismo tedesco FKK e non solo, Werner Zimmerman (1893-1982) e Richard Ungewitter (1868-1958) che oggi sarebbero scandalizzati dai loro affaristici e vergognosetti eredi della INF-FNI , il medico svizzero Max Bircher Benner (1867-1939), e una quasi recente etichetta di un "risotto naturista" prodotto da un "Club Naturista" (1995).
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JAZZ. Lennie Tristano Quintet (anni 50) in
Subconscious Lee (7:17) al The Half Note, New York, un jazz club dall'ambiente colorito.Ossessivo l'assolo del grande pianista e stilista cool (di origini italiane). Lee Konitz (as) Warne Marsh (ts) Lennie Tristano (p) Sonny Dallas (b) Nick Stabulas (d). "Look Up & Live" TV broadcast, "The Half Note", NYC, June, 1964.

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14 Comments:

Anonymous dr. Augin said...

Bellissimo, ho trovato un sacco di cose che non immaginavo neanche, e ho cambiato idea su diversi concetti. Ottimo, lo metterò in memoria.

giovedì, luglio 03, 2008 6:31:00 PM  
Anonymous ivana said...

Ho finalmente capito la differenza tra nudismo e naturismo

venerdì, luglio 04, 2008 12:56:00 AM  
Anonymous madame bovary said...

Divertente "Girmi il Naturista". A sentire i nudisti di oggi, si tratterebbe d'un cuoco nudo che produce succhi di verdura? Hai ragione, sono proprio ridicoli a vergognarsi di essere nudisti e a definirsi "naturisti", tanto più che tu che sei del settore denunci che "nessuno" di loro è anche naturista. Gravissimo.
Mi piacerebbe sapere con quali argomenti rispondono i furbetti.
Certo, credevo che questi trucchi terminologici avvenissero solo nella politica italiana...
Complimenti per le copertine dei libri (mai visti) e per le foto dei primi terapeuti naturisti.
Quello in vestito bianco, però è morto a soli 45 anni. Non è una bella pubblicità per la sua arte medica.

venerdì, luglio 04, 2008 5:14:00 PM  
Anonymous adamita lumbard said...

Bravo, ho conosciuto il grande "Ghira" (l'ing. Ghirardelli)nei lontani anni 60. Di fatto fu lui a creare e diffondere il nudismo in Italia. La pensava più o meno come te (e come me). Infatti ricordo che ci parlava sempre di alimentazione "naturista"
e si batté tra i primi contro la caccia.
Tra l'altro ti ricordo che il nostro vecchio statuto ANITA citava (non so se lo riporta ancora) Lamberto Paoletti, altro nome dimenticato. Nel nudismo, è vero, era tiepido e ambiguo (ha ragione Gorischegg a lamentarsene), ma come visione "globale" del Naturismo era perfetto.
Grazie per aver ricordato queste profonde e strette interconnessioni a nome di tutti i naturisti italiani, nudisti compresi.

sabato, luglio 05, 2008 3:38:00 PM  
Blogger Carlo Consiglio said...

Caro Nico, è tutto vero quello che scrivi. Pensa che nella prossima cena sociale dell'UNI Lazio, associazione "naturista" pur da me presieduta (ma non posso organizzare tutto io), il 12 luglio prossimo, si potrà scegliere tra tre menu, uno a base di fritto (pessimo per la salute), uno a base di carne e uno a base di pesce! Eppure tutti i contenuti da te elencati per "naturismo" stanno nello statuto. Ciao. Carlo Consiglio

sabato, luglio 05, 2008 7:52:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Carlo Consiglio, degnissimo presidente dell'UNI-Lazio (lo conosco dal 1975, dai tempi della fondazione della nostra Lega Naturista: è uno dei pochissimi naturisti completi in Italia), ha dato una testimonianza diretta dell'alienazione quotidiana in cui siamo costretti a vivere anche noi naturisti nei nostri stessi club. Divertente la scelta tra i tre menù. Ma d'altra parte, che può fare se gli altri soci non hanno questa coerenza e sensibilità?

sabato, luglio 05, 2008 8:50:00 PM  
Anonymous geppy & anne said...

Una rivelazione: l'ho copiato nei miei appunti. Grazie.
E io che pensavo di essere un perfetto naturista perché con mia moglie la domenica sulla spiaggia vicino Livorno prendo il sole integrale!
Dove si può trovare il tuo "Guida al Nudo"?

lunedì, luglio 07, 2008 11:18:00 PM  
Anonymous joseph of Milan said...

Scusa Nico, ma allora sarebbe davvero difficile essere e fare il naturista: tutti quei temi, così importanti, con soluzioni (immagino) che davvero ti cambiano la vita... Per esempio, è obbligatorio essere vegetariani?

martedì, luglio 08, 2008 12:16:00 AM  
Blogger Nico Valerio said...

Joseph, poni male il problema. Non c'è nessun obbligo. Il Naturismo è solo una visione globale che tende a risolvere tutto, per quanto possibile nella nostra vita cittadina, in modo più sano, semplice, naturale. Se uno è appassionato della cosa, s'intende. P.es, nell'alimentazione non è necessario (né basterebbe, d'altra parte) essere vegetariani. Molti naturisti un tempo erano vegetariani, ma la Storia del movimento dimostra che si ponevano tanti altri problemi più importanti del vegetarismo, come la completezza del cibo e la sua minima trasformazione. Anche per il v. (come per il nudismo), si può essere naturisti senza essere vegetariani.
In quanto al resto, nessun Verbo o dogma, ma una forte attenzione a tutte le soluzioni "secondo Natura", in tutto. E soprattutto secondo la natura dell'uomo. Per dirne una, andare il più possibile a piedi, fare esercizio ogni giorno, ridurre l'uso dell'auto, dell'ascensore e dello stare seduti allo stretto indispensabile, è già un'ottima scelta naturista.
Hai presente la raccolta differenziata dei rifiuti? E' già un tema naturista "socializzato", cioè è lo Stato a fare quello che dovrebbe fare ogni cittadino naturista: gettare via il meno possibile, riciclare, riutilizzare, usare il compost per il giardino i i vasi del terrazzo (o del davanzale).
Come vedi, molte soluzioni naturiste ce le imporrà qualche... legge dello Stato. A tal punto il Naturismo è in piccola parte già nella nostra società.

martedì, luglio 08, 2008 12:45:00 AM  
Anonymous dr. Augin said...

Hai ragione, del naturismo in senso globale non parla mai nessuno. Però vedo dall'elenco che tutti i temi sono noti al pubblico, tranne l'autosufficienza. Quindi manca soltanto il nome generale (ora attribuito abusivamente al solo nudismo, che a quanto pare è il meno "naturista" di tutti i temi...) e la consapevolezza che tutti siano collegati.
Sai che c'è, che nel frattempo ha avuto successo per conto suo l'ecologia (che vi ha espropriato di almeno 4 o 5 temi). E nessuno, neanche i giornalisti scientifici, sa che l'ecologia fa parte del movimento naturista.

martedì, luglio 08, 2008 12:25:00 PM  
Anonymous PcNat said...

Ho conosciuto personalmente Ghirardelli, personaggio assolutamente singolare, ed ho putoto conversare due volte con lui: leggendo quanto sopra, ho riconosciuto molti suoi concetti.
Mi tesserò ANITA nel 1980, ho restituito (Metaforicamente) la tessera con la sua firma alla fine del 2007. Troppa politica. Sono promotore di un gruppo spontaneo naturista, PcNat. Niente tessere ne regolamenti, solo buona educazione. Naturisti veri? Credo di no, almeno dopo quanto ho appena letto, però sono sicuro che, per lo meno a livello nazionale, siamo sicuramente il gruppo che ci si avvicina maggiormente. Digitando l'indirizzo www.pcnat.it si potrà accedere al mio personale pensiero sul nudismo/naturismo, ma anche a ciò che potremmo definirlo "il carattere del gruppo". C'è anche qualche pagina che racconta la nostra storia ed altri riempimenti che ritengo importanti, il tutto fatto artigianalmente si, ma con passione. Che dire... per il momento funziona ed è un'isola felice, ne da prova il nostro forum. PcNat

mercoledì, settembre 10, 2008 2:01:00 AM  
Blogger Nico Valerio said...

PcNat, ti capisco eccome quando dici "troppa politica". Però, siccome non si capisce bene il passaggio, spieghiamo a chi legge e non sa nulla di quei tempi, che non vuoi certamente riferirti a Ghirardelli, che era un idealista. La cosa più politica che gli ho visto fare era la raccolta delle firme contro la caccia, figurati!
Troppa politica oggi nei club nudisti italiani, che vogliono fare la corte ai politici per ottenere questo o quello.
Ne so qualcosa io che nel 1975 fondai la Lega Naturista, assolutamente indipendente, che non ha mai richiesto finché era in vita alcun riconoscimento a Ministeri o Governi. Auguri per il tuo forum e il tuo gruppo. Se mi spedisci una email ti metto nella mailing list. Poiché voglio fare una nuova edizione aggiornata della mia "Guida al Nudo", sto facendo la mappa del nudismo spontaneo in Italia e Paesi vicini.
Voi in che zona siete?

venerdì, settembre 12, 2008 10:35:00 PM  
Blogger Nico Valerio said...

Sì, ho visto il sito, siete di Piacenza e frequentate il Trebbia. Bello andare per gole e torrenti. Anch'io cominciai così, imparando l'escursionismo nudista con l'ing. Claudio Ranieri, oggi scomparso.

venerdì, settembre 12, 2008 11:09:00 PM  
Blogger AssoNatura said...

Ciao Nico, benchè tutto quello che dici sia vero, ti ricordo che, a proposito di libertà e indipendenza, in Italia c'è una associazione che dal 2003 fa qualcosa di nuovo, recuperando l'antico. Ti prego però prima di esprimere giudizi di venire a vivere con noi nel primo (ed unico) ecovillaggio naturista italiano ed anche unica struttura/associativa nuova nata da 30 anni a questa parte, per almeno un paio di mesi. AssoNatura e il Villaggio del sole non sono giochi di parole o fraintendimenti terminologici, ma realtà; con tutte le grandi difficoltà che tu descrivi nel tuo testo per chi cerca di fare cultura, verso una massa di pecoroni-cittadini-consumisti-nudisti. Con simpatia.
Davide.

giovedì, gennaio 15, 2009 2:53:00 PM  

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