02 giugno 2008

2 GIUGNO. Dopo il XX Settembre è la data più bella. Ma non per tutti…

Oggi ricorre una delle più belle date nazionali. "Ma il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno", nota il demografo Mannheimer sul Corriere di ieri. Ne sono offeso due volte. La prima perché sono nato proprio il 2 giugno, e la circostanza – dico io – dovrebbe ormai nota al Popolo Italiano. Ma la seconda è che è il giorno della proclamazione della Repubblica. Come laico predestinato (l’anagramma perfetto del mio nome è "invero laico"), non potevo evidentemente scegliere data di nascita più simbolica. Solo nascere il 20 settembre mi avrebbe dato più soddisfazione liberale.
Ed è un anniversario, il 2 giugno, per noi teoricamente più importante delle analoghe ricorrenze in altre Nazioni, come la proclamazione d’indipendenza degli Stati Uniti (4 luglio). Perché in Italia il 2 giugno 1946 non solo fu proclamato l’esito d’un referendum sulla forma dello Stato – monarchia o repubblica? Quelli, sì, che erano referendum chiari e semplici – ma acquistò il significato d’una vera e propria rifondazione dello Stato italiano.
Infatti, non solo la Repubblica bisognava proclamare (e la cosa fu indolore, grazie anche ai primi due Presidenti della Repubblica galantuomini, entrambi monarchici e liberali), ma doveva essere ricostruito l’intero Stato, distrutto da una guerra devastante e screditato da una monarchia che aveva permesso la dittatura, aveva abbandonato gli italiani dopo la sconfitta, e così aveva tradito il Risorgimento e la gratitudine dei liberali per i Savoia.
Ecco perché, dopo il XX Settembre, data della riunificazione dell’Italia, il completamento del Risorgimento liberale e la liberazione dal giogo della Chiesa, il 2 giugno è la più simbolica delle ricorrenze. Fa male, perciò, leggere in un articolo che per colpa di insegnanti fannulloni o senza intelligenza o senza il giusto amor di Patria, i giovani italiani non sappiano che cosa vuol dire il 2 giugno.
La festa della Repubblica fu istituita nel 1949, e dal 1950 fu anche una parata molto popolare delle forze armate. Stupidamente abrogata come festività nel 1977, fu reintrodotta nel 2001 dal presidente della Repubblica ex azionista Carlo Azeglio Ciampi, al quale va anche il merito di aver diffuso, con una insistenza benevola ma fortemente pedagigica, l’amore per la bandiera e per l’inno d’Italia. Come è vero che l’educazione serve! Ora tocca agli insegnanti e alle famiglie: si mettano in testa che il campanilismo e il provincialismo è da persone poco intelligenti, e finché si vanteranno solo di essere abitanti di Borgotaro, di Serino, di Borgone di Susa, di Agnone, di Milazzo o di Budrio, saranno sempre dei fessi qualsiasi. E che non potranno mai diventare europei senza sentirsi prima italiani.
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JAZZ. Un lungo e lirico assolo di John Coltrane, geniale stilista e tenorsassofonista del post-be-bop, col suo quartetto caratterizzato dal piano di McCoy Tyner e dalla batteria di Elvin Jones. Ma qui in "I want to talk about you", del 1962, si ascolta solo "Trane". Si tratta di un concerto dal vivo. Pessimo il video, quasi "solarizzato", grande la musica. Durata: 6:49.

1 Comments:

Anonymous adelmo il breve said...

Ottimo articolo, l'ho visto in ritardo: ero fuori.

3 giugno 2008 12:28  

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