09 maggio 2008

GENETICA. Ma davvero ormoni e geni ci dicono se e per chi votare?

Forse non vinceranno il famigerato premio Ig-Nobel che quegli eterni golardi degli scienziati anglosassoni hanno istituito per premiare le ricerche più improbabili, folli o umoristiche. Ma certo i più recenti studi genetici che tendono a dimostrare correlazioni tra geni, ormoni e comportamento politico lasciano pensare. E alimentano anche battute da bar. Divertentissima, conoscendo l’orientamento politico medio degli scienziati (per lo più di sinistra, in tutto in mondo, chissà perché: il dibattito è aperto), la battuta sarcastica del prof. Charney, della Duke University, con cui si conclude l’articolo di Marta Baiocchi su "Roma Cultura" di maggio, appena uscito sul web. (Nico Valerio)
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"Nella mole crescente di studi che cerca di indagare i meccanismi biologici della personalità, alcuni ricercatori sostengono di avere elementi che indicano che le convinzioni politiche degli individui sarebbero determinate geneticamente.
Secondo uno studio effettuato su 30.000 gemelli e pubblicato nel 2005 sulla rivista American Political Science Review, i gemelli identici hanno le stesse opinioni politiche più frequentemente rispetto ai gemelli non identici. Naturalmente, è normale che due gemelli crescano spesso sviluppando idee simili, visto che ricevono lo stesso tipo di influenza da parte dell’ambiente e della famiglia. Se però i gemelli identici hanno le stesse opinioni ancora più frequentemente, si può pensare che questo ulteriore aumento sia determinato da una componente genetica.
Altri gruppi tentano di identificare quali potrebbero essere i geni coinvolti nella posizione politica della gente. Secondo alcuni, un buon candidato potesse essere il MAOA (monoaminaossidasi A). Questo gene produce un mediatore che aiuta a regolare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore implicato, tra l’altro, nella fiducia e nell’interazione sociale. In effetti, questi ricercatori sostengono di aver trovato che le persone che hanno una versione del gene MAOA più efficiente vanno a votare 1.3 volte più spesso degli individui che hanno la versione del gene meno funzionante. La regolazione meno efficiente dei livelli di serotonina sarebbe quindi una delle cause dell’atteggiamento di sfiducia degli astensionisti.
Altri gruppi di scienziati, però, attaccano ferocemente questo tipo di studi, con diverse critiche: da un lato, si osserva che misurare le opinioni politiche della gente non è come misurarne la statura o il peso, e che i test eseguiti su questi parametri non sono affidabili.
Dall’altro, aggiungono, quando anche fosse veramente dimostrato che esiste una componente genetica nelle opinioni politiche della gente, è impossibile che dipenda da un gene solo: caratteristiche così complesse sono sempre determinate dal contributo di moltissimi geni, praticamente impossibili da rintracciare uno per uno, almeno con le tecniche odierne.
Altri dicono poi che il modo stesso di condurre questi studi è viziato alla base dal fatto che gli studiosi che li eseguono sono – come la maggior parte degli universitari americani e non – di sinistra. Tendono quindi, più o meno consapevolmente, ad influenzare i soggetti mentre li analizzano, oppure a elaborare i dati secondo le proprie aspettative. Che sarebbero quelle, dice il professor Charney della Duke University del Nord Carolina, di dimostrare che i conservatori sono gente dogmatica e amante della routine.
"Mi aspetto da un momento all’altro – ha dichiarato Charney – che questi ricercatori arrivino a dimostrare che esiste una correlazione tra l’avere opinioni conservatrici e avere genitali di dimensioni ridotte." (Marta Baiocchi).
Bibliografia: New Scientist, 2.2.08, p. 29
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JAZZ. Woody Shaw, grande improvvisatore, in un lungo
assolo alla tromba nel celebre in "Ow". La formazione aveva Johnny Griffin al sax tenore, John Hicks al pianoforte, Reggie Johnson al contrabbasso, Alvin Queen alla batteria. Durata: 6.38

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2 Comments:

Anonymous il professore said...

Sì, anche se bisognerebbe vedere lo studio. Come tu sai bene, spesso la volgarizzazione caricaturale o errata avviene già al momento della divulgazione, da parte degli stessi ricercatori o dell'ufficio stampa dell'istituto..., non sempre per colpa dei giornalisti che ricevono la news in agenzia o al giornale.
E' un po' la sindrome del procuratore di Potenza o del pool di Mani Pulite ai tempi di Borrelli: la grande voglia di notorietà. Che tocca anche gli scienziati, che magari sono frustrati da decenni di silenzio sulla loro attività nell'ombra. Li si può capire.
E poi c'è la folle concorrenza che ormai spinge alla fantasia più sfrenata nell'impostare le ipotesi di lavoro...

10 maggio 2008 11:22  
Anonymous ivan il terribile said...

Io piuttosto mi porrei il problema del livello intellettivo di chi inventa certe leggi o in generale fa politica in Italia. Destra o sinistra che sia, non è questo il problema.

13 maggio 2008 13:12  

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