18 maggio 2008

VEGGIE PRIDE. Come non va fatto un corteo vegetariano e nonviolento

CONTESTAZIONE, MA CONTRO CHI?
"Orgoglio vegetariano"? Dopo aver aderito per tempo, ieri pomeriggio alle 14.30 sono andato a vedere e partecipare. Dopotutto, mi sono detto, sono o no il vegetariano di più lunga data a Roma?*
Bene, a piazza Madonna di Loreto, sono l’unico accanto ai tre sparuti banchetti veg davanti alla colonna di Traiano. Eppure la partenza è al metro di Colosseo, a soli 500 metri. Che sta accadendo? Forse il Veggie Pride ha fatto flop? Non è arrivato nessuno? Dopo un’ora di attesa, spazientito risalgo via dei Fori Imperiali per vedere che è successo. E che cosa vedo! Sullo sfondo della via chiusa al traffico e presidiata dalla polizia, sei grandi minacciosi cellulari grigio-verde (della capienza di 20 fermati ognuno) della Polizia, con le inferriate anti-sommossa ai finestrini, marciano a velocità da funerale alla testa d’un minaccioso e "pesante" corteo contestativo, con grandi striscioni e bandiere, aperto da una prima fila di poliziotti molto duri e compatti, però senza casco e scudo. I manifestanti non si vedono proprio da chi viene incontro: solo torpedoni e uomini della Polizia. Uno choc. Aiuto.
Incredibile: mi sembra di colpo di tornare all’incubo dei terribili anni 70. Ma poi mi rassereno: deve essere un altro corteo. Sì, non c’entra niente con i vegetariani. Figùrati quella è gente soft, tante ragazze giovani e mingherline, neanche vengono alle escursioni in montagna per quanto sono delicatine e temono la fatica! Ma sì, tutto si spiega - penso - ecco le ragioni del ritardo del Veggie Pride: proprio alla stessa ora - guarda coincidenza - c’è uno di quei provocatori cortei "del sabato" dell’ultra-sinistra. La polizia ha bloccato i vegetariani e ha dato la precedenza all’altro corteo, quello del… che so, Partito Comunista d’Italia marxista-leninista, Terza Internazionale, Nuovo Potere Operaio, Ri-Lotta Continua? Insomma, cose così, uscite dalla naftalina degli armadi della cronaca, più che della Storia. Ma sì, speriamo solo che passino presto, voglio vedere e partecipare all’altro corteo, quello dei mangiatori d’insalata, frutta e legumi, degli inermi difensori degli animali.
Ma fatti pochi passi vedo tutto. Si tratta proprio del corteo aggressivo dei non-violenti vegetariani. Aggressivo solo nel tono e nell'aspetto frontale (callulari e Polizia). Striscioni e cartelli non cominciano colla parola "vegetarismo", ma con "Guerra" (alla carne), "Lotta" (all’uccisione degli animali), e deunciano descrivendole nei particolari ogni tipo di violenza e tortura perpetrata ai danni degli animali che la gente mangia ogni giorno senza rendersi conto. Gli slogan urlati col megafono a 100 decibel incollato alle labbra d'una ragazza minuta dalla voce stridula (che pare abituata ai cortei) sembra presa da un album ingiallito degli anni 70: "Opponiamoci alla criminale strage dei macelli!", "Basta carne, no alle multinazionali del cibo". E i compagni in coro: "Basta carne", "Basta carne", "Basta carne".
Ma chi è che ci costringe a mangiar carne, insomma contro chi è la contestazione? Contro il "Governo ladro" o la "porca società"? Contro i "padroni" o le "multinazionali"? O contro la mamma italica che ci vuole far mangiare carne a tutti i costi, perché si ricorda che al paesello la nonna era povera e non la mangiava mai, e ha "sentito dire in tv" dal solito nutrizionista trombone in camice bianco da salumiere che "la carne è essenziale"?
Come vegetariano liberale mi irrita questo "basta" urlato agli altri, e non a se stessi. E' quello un modo intelligente di convincere i passanti, di fare propaganda? A chi è rivolto, allo Stato, che dovrebbe impedire, o ai macellai che dovremmo far chiudere d’autorità? Attendiamo forse il Grande Dittatore vegetariano, uno Stalin, un Mussolini, anzi un Ceausescu, che si sentiva un nutrizionista e affamando il popolo dava la "linea", sì, ma quella dietetica? Di queste incongruenze non si accorge nessuno dei 200-250 presenti.
Sono allibito, arrabbiato, affronto amici e sconosciuti che marciano in quel modo, una pantomima grottesca dell’ultra-sinistra d'un tempo, senza rendersi conto dell’impatto comunicativo e psicologico che il corteo ha sui passanti. Che infatti si tengono a debita distanza: chi si avvicinerebbe ad un corteo aperto da grossi cellulari e un plotone di poliziotti? Altro che vegetariani e non-violenti: diamo all’esterno, sulla cittadinanza e i turisti una vergognosa immagine militarista e violenta. E i turisti neanche capiscono: nessun cartello comincia con la parola "Vegetarismo". Immaginano dalle foto sanguinose e dagli slogan che si tratti d'un corteo di Animal Liberation o Peta.
Il logo ufficiale è una mucca col "pugno" chiuso. Gli animali strumentalizzati come kompagni rivoluzionari. Non è una piccola violenza (ideologica) anche questa? Nel sito gli anonimi organizzatori hanno espressamente vietato bandiere dei club vegetariani e slogan salutistici e scientifico-razionali in appoggio al vegetarismo. Bisognava - esortavano - battere sulla violenza contro gli animali. Più che giusto, ma il vegetarismo in quanto tale? Lo vogliamo descrivere, lo vogliamo pubblicizzare, possibilmente senza far andare per traverso il cibo? Vogliamo, oltre a far vedere il sangue sui cartelli, la violenza dei mattatoi, l'ipocrisia dei consumatori, aggiungere la pacata argomentazione che mangiare carne è inutile, dannoso economicamente, eticamente e sul piano della salute?
Incontro l’architetto Massimo, ex consigliere del PC cossuttiano al Comune di Roma, dichiaratamente vegan della frazione "anticapitalistica e anti-multinazionali". Avrà idee non scientifiche e ottocentesche ma almeno lo conosco: ha il coraggio di esporsi con nome e cognome. E' da ingenui illudersi che il vegetarismo (come l'ambientalismo) possa essere una nuova battaglia anticapitalistica sotto altro nome. Il capitalismo, lo dico da vegetariano liberale, non ci impone di mangiar carne, "non gliene può fregare di meno". Non pochi manager - mica scemi - sono diventati veg. Certo, il capitalismo va regolato con poche regole ma ferree, e chi non le rispetta, come accade spesso in Italia, dovrebbe uscire dal mercato. E siamo noi il "mercato", non i produttori. Siamo noi consumatori a scegliere i beni da consumare e perfino a "fare i prezzi". Potremmo dall'oggi al domani, se fossimo in tanti e più esperti di merceologia, composizione di alimenti e nutrizione, avere in ogni supermercato tutta la gamma dei cibi adatti alla dieta vegetariana a minor prezzo e con migliore qualità. I produttori stanno alle nostre scelte: sono pronti a riciclarsi rapidamente. Se no, scompaiono dal mercato, falliscono.
Ma a via dei Fori Imperiali non penso all'economia: sono infuriato. Lancio giudizi sferzanti e provocatori ad alta voce sugli organizzatori che hanno voluto un corteo così apparentemente "minaccioso", che poi a sorpresa scoppia come una bolla di sapone 500 metri dopo, scherzando e ridendo, davanti alle bancarelle tra ragazze venute da Napoli e Milano, e tranquille famigliole della domenica. Ma allora era una "finta". I poliziotti quando hanno visto le bancarelle - sprovviste di cibo, purtroppo - devono essersi sentiti presi per i fondelli...
Ma chi sono gli organizzatori? Non si sa. Nessuno delle nostre organizzazioni li conosce. Già questo è un po' inquietante. Si sa che c’è un collegamento diretto col Veggie Pride di Parigi, che l'unico articolo vero lo hanno avuto da Liberazione e che il loro appello è apparso su Indymedia. Forse queste circostanze, oltre ad una loro inesperienza nella comunicazione, possono aver allarmato Questura e Digos - chissà, lavoriamo di fantasia - nel timore di qualche infiltrazione di gruppetti anarcoidi francesi o di ultras della sinistra italiana (tipo Centri Sociali), convincendoli a fornire una "assistenza" davvero imponente e insolita, che non si vedeva da anni in una manifestazione pacifica. Insomma, anche se gli organizzatori ora assicurano di essere solo militanti di base, e che non hanno niente a che fare né con Centri Sociali né con Indymedia (ne prendiamo atto, ma non è questo il punto: le idee non vanno mai criminalizzate), resta però la circostanza obiettiva, inquietante - me lo consentiranno - che le eccezionali cautele della Polizia siano state prese proprio in occasione d'un corteo vegetariano. Un motivo di vergogna, per noi vegetariani, s'intende.
Vabbè, è andata come è andata, faremo meglio in seguito.
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VEGGIE PRIDE 2009: CONVINCERE E SORRIDERE
Ad ogni modo, il Veggie Pride di Roma a chiunque sappia un pò di psicologia della comunicazione ha mostrato come non si deve assolutamente organizzare una manifestazione vegetariana. Non dobbiamo manifestare "distanza", "diversità" dagli altri colpevolizzandoli e criminalizzandoli. Così non verranno mai da noi, i nuovi vegetariani lo saranno solo in privato, e noi saremo sempre più soli. Ma semmai dobbiamo fare propaganda in modo intelligente, senza aggressività e senza mostrare sadicamente troppo sangue. Insomma, convincere col sorriso sulle labbra. E dobbiamo usare anche il tema della salute e della scienza. Perché la scienza ci dà ragione, finalmente. Del resto, anche l'uomo è un animale, e non possiamo non proteggere anche l'animale Uomo, altrimenti la gente giustamente diffiderà di "quei fanatici che amano gli animali, ma odiano gli uomini". (Che poi, detto tra di noi, e che i carnivori non se ne accorgano, era la sindrome maniacale del "vegetariano" Hitler, e di tante persone che conosco...).
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2009: UNA LUNGHISSIMA FILA INDIANA LUNGO I MARCIAPIEDI
Il Veggie Pride, non era nato per essere una festa? E festa deve essere. Propongo per il prossimo anno un lunghissimo corteo in fila indiana rigorosamente sui marciapiedi e senza megafoni, ma con canti, maschere, costumi, cartelli, colloqui con i passanti, sorrisi, spiegazioni convincenti e pacate (anche nutrizionali, dietetiche, mediche preventive), che parta da Villa Borghese e attraverso le strade e vicoli del Centro Storico si faccia notare in tutta Roma, toccando piazza di Spagna, piazza Navona, il Corso, piazza Venezia, e arrivando al Colosseo. E senza l'ombra d'un poliziotto: siamo liberi e pacifici cittadini che camminano sui marciapiedi e che non intralciano il traffico. Ebbene, credetemi amici veg, vengo dal giornalismo e vi assicuro che avremmo un impatto sui mezzi di comunicazione. Scommettiamo?
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(*) Il fraterno amico Edoardo Torricella, regista e attore (che è tra "I miei personaggi", v. colonnino accanto), per la verità sostiene di essere vegetariano da più tempo di me, che ho iniziato il 1 gennaio 1970. Ma la sua rivendicazione è vaga, generica, si perde in una nostalgica giovinezza. Invece, io ritengo che una decisione così importante debba lasciare sicuramente un’orma mnemonica. Conoscendo l’onestà dei vegetariani, mi basterebbe un riscontro, un episodio anche privato collegato alla decisione, insomma una data precisa, da parte sua. Che non arriva. Perciò, in mancanza di ricordi certi, prevale la mia memoria circostanziata e ricca di particolari, mi dispiace per Edoardo…:-)
Invece, l'amico Armando D’Elia, insegnante di scienze e positivista naturista, scomparso da tempo, che tutti ritengono un antesignano, non lo era affatto. Aderì alla mia Lega Naturista solo nell’81, e ne condivideva tutti i punti, dall’alimentazione naturale al risparmio e al nudismo. Insomma, era un naturista globale perfetto. Ma non era vegetariano fino – mi pare – a oltre 70 anni. Lo convinsi io a diventarlo, in vecchiaia, tra molti suoi tentennamenti e ricadute, e ad accettare l’incarico di presidente dei vegetariani di Roma. Poi, come sempre accade in un’Italia senza memoria, gli fu dedicato perfino un club vegetariano.
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JAZZ. Woody Shaw tromba a Cologne nel 1986 in un lungo, lento e raziocinante assolo tratta da "Ballad for Woody" (nel Quintetto con Johnny Griffin ts, JohnHicks p, Reggie Johnson b e Alvin Queen dr) 3.44

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16 Comments:

Anonymous ivana said...

Ciao, ieri ero anch'io al corteo, e hai ragione. Hai detto cose che in parte ho pensato anch'io. Io l'avrei fatto diverso.

18 maggio 2008 21:11  
Anonymous Anonimo said...

rispondo molto velocemente a Nico Valerio e anche al commento, poi magari approfondiamo.
Rispetto al commento: nulla vietava di "farlo diverso". Se non piacciono gli slogan "duri" si può farsi il proprio striscioncino con altri toni. E in effetti c'erano anche quelli; c'erano le famiglie con i bambini, tanto per dire.
Certo che da uno che è vegetariano da decenni e non è ancora diventato vegano...
Poi, la polizia. Nico Valerio si lamenti con la polizia, no?
Ma alla fine il corteo è stato violento? sono state sfasciate vetrine o insultati passanti? no, e allora?
p.s.: Nico, la prossima volta leggi sul sito e invece di presentarti alla piazza dove finisce il corteo vai al luogo indicato come concentramento dove sono andati tutti gli altri, è il modo più sicuro di trovare l'inizio del corteo...
ah, e leggi il manifesto: se hai osservazioni da fare sul fatto che non vengono usati argomenti "scientifici" o salutistici magari falle prima, troppo facile farle adesso (dopo mesi che il manifesto è on line; quello francese poi è pubblico da 8 anni e lo hai pure firmato, non capisco perchè)

19 maggio 2008 10:25  
Anonymous paolo said...

Ma non ne ha parlato nessun giornale. Solo un flash in tg.

19 maggio 2008 17:37  
Blogger Nico Valerio said...

Paolo, ne ha parlato solo... Liberazione, il giornale di Rifondazione Comunista.
Appunto. Segno che si vogliono agganci solo da quella parte.

19 maggio 2008 18:00  
Blogger Nico Valerio said...

L'anonimo (... ma perché questo anonimato!) tace sulla mucca col pugno chiuso che mi sembra una trovata così così, un po' di cattivo gusto.
Dici: "Non si sono sfasciate le vetrine"? E vorrei vedere!
Ma insomma, mi devi ancora spiegare perché essere vegetariani debba essere presentato alla gente come essere di estrema sinistra. E' questo il punto.
Se ci fossero stati cartelli con su scritto "Vegetariani di sinistra", avrei capito. Ma lì si dava ad intendere alla popolazione (che infatti non ha partecipato: non puoi negare che lì si era in circa 200-300 a voler essere buoni) che erano rappresentati tutti i vegetariani. Infatti erano espressamente vietati striscioni delle associazioni e slogan salutistici (cfr “Quali consegne devono essere osservate” http://www.veggiepride.it/home/faq/svolgimento.html).
Infine, sì, prima di entrarvi ho voluto guardare il corteo di fronte per vedere che effetto faceva sulla gente: desolante. A voi she stavate dentro ovviamente non appariva (ma non sapevate che davanti c’erano i grossi cellulari della Polizia e la prima fila del corteo era tutta di poliziotti? E che in Italia, per manifestazioni pacifiche questo, diciamo, “non si usa”?
(PS. Io ne ho organizzate tante di manifestazioni, come radicale, liberale o ecologista. E sempre dovevo pregare la Polizia di venire, talvolta per la nostra incolumità o prevenire provocazioni dall'esterno. Se no in Questura, con tutto quello che hanno da fare, ne avrebbe fatto volentieri a meno. Come mai?).
Comunque voglio finire in amicizia con una soluzione creativa: la prossima volta fottiamocene delle direttive vecchio stile dei francesi e facciamola come una grande festa statica, però - senti questa - preceduta all’anglosassone da un lunghissimo, coloratissimo, allegro corteo di donne e uomini-sandwich (quindi con maschere e cartelli), ma in fila indiana, senza megafoni, magari cantando o parlando con la gente, rigorosamente lungo i marciapiedi. Dovremmo essere “lunghi” almeno 1 o 2 km. Così incuriosisci davvero la città e non allontani la gente, cone è avvenuto ai Fori Imperiali. Per una cosa così non devi neanche avvertire la Polizia.
Questo vuol dire essere alternativi, fantasiosi e vincenti. Altro che lo spiegamento para-militare.

19 maggio 2008 18:16  
Anonymous dr. Augin said...

Buona la tua idea della festa e del corteo non-violento in fila indiana lungo i marciapiedi e senza megafoni. Speriamo che nella prossima edizione ci sia questa interpretazione. Ma ne dubito se gli organizzatori sono gli stessi...

20 maggio 2008 11:39  
Anonymous marco said...

ciccino ci siamo visti al corteo, mi hai già fatto queste deliranti rimostranze.
Solo un paio di domande: nel sito c'è scritto da qualche parte che il veggie pride è di sinistra? no. Forse non hai letto il manifesto nè le faq. Ce n'è una in particolare sul carattere politico oppure apolitico del corteo.
Liberazione non è stato l'unico a pubblicare qualcosa sul veggie pride, ma di certo uno dei pochi quotidiani (insieme a Manifesto, Corriere e Messaggero). E' stato quello che ha dato più spazio, non per volontà del veggie pride, ma per volontà di liberazione (non ci sputerei sopra, no?).
Ah, non mi hai ancora detto quando diventerai vegano, visto che ami tanto gli animali. Il prossimo anno vieni dai vegan a spiegare loro perchè sono degli imbecilli estremisti, invece di scriverlo solo sul blog...

20 maggio 2008 11:41  
Anonymous carlo said...

Ti dirò, Nico, noi che stavamo dentro (e poi ci sei venuto anche tu) non avevamo quest'impressione sinistra. Ma mi rendo conto che il corteo visto arrivare di fronte con i torpedoni grigioverde della polizia e la prima fila di agenti poteva dare una pessima vista ai passanti.
Buona la tua idea per l'anno prossimo.
Non sapevo che gli organizzatori fossero vicini ai Centri Sociali e a Indymedia.

20 maggio 2008 12:52  
Anonymous Anonimo said...

non siamo vicini ai centri sociali o a indymedia.
non siamo vicini a nulla, siamo militanti di base per gli animali.
Secondo me non è giusto giudicare le iniziative, comunque, da chi sono gli organizzatori, e non da che cosa le iniziative esprimono.
Il manifesto del veggie pride esprime dei contenuti precisi, magari criticabili, ma non esprime vicinanza (nè lontananza) ai centri sociali o a indymedia.
un organizzatore

20 maggio 2008 13:19  
Anonymous Agnese Pignataro said...

Buongiorno,

scrivo a nome degli "ineffabili"organizzatori del Veggie Pride. Talmente introvabili, malgrado l'esistenza di indirizzo mail e numero di telefono sul sito, talmente anonimi malgrado tre di loro siano stati intervistati nei famigerati articoli di Liberazione dando nome, cognome, e addirittura età e residenza, talmente invisibili malgrado abbiano percorso il corteo avanti e indietro diverse volte ed abbiano presidiato ininterrottamente il tavolo del Veggie Pride dopo il corteo. Introvabili solo per chi non li voleva trovare. Ebbene, eccoci qui.

Questo suo "resoconto" non riporta fatti, ma una gran quantità di illazioni. Come quella sulla nostra "origine politica", che, visto il quadro da anni di piombo da lei abilmente evocato, suggerisce al lettore quanto meno una provenienza brigatista: roba da querela. Si lamenta dell'assenza di "curriculum" nostri, poi dice che tentiamo di darci importanza: contraddizione a parte, l'idea di una manifestazione organizzata da semplici militanti di base sembra esserle totalmente estranea, tant'è che si lamenta dell'assenza dei "club vegetariani".

Quanto alla presenza della polizia, lei sembra ignorare che, per le manifestazioni, la questura si mobilita in base al numero previsto di partecipanti; se le feste vegetariane a cui lei è abituato non vedono che la presenza di qualche vigile è semplicemente perché sono eventi locali e circoscritti, non una manifestazione internazionale come il Veggie Pride. Inoltre, "tono" ed "urla" che a lei hanno dato tanto fastidio, non solo non hanno nessuna rilevanza ma non potevano essere previsti, dato che il Veggie Pride italiano è alla sua prima edizione.

Rispetto alla presenza di presunti slogan inneggianti alla violenza, i lettori potranno constatare da soli la falsità delle sue affermazioni visionando le foto del Veggie Pride, che lei si è guardato bene dall'esporre, che si trovano qui: http://www.veggiepride.it/home/2008/foto.html. Non sono gli slogan "giusti"? Diciamo piuttosto che non sono gli slogan che piacciono a lei.

Stando al suo racconto, sembrerebbe che sangue e violenza siano stati inventati da organizzatori e manifestanti per avere un "impatto emotivo e aggressivo" non si sa bene su chi: magari fosse così... miliardi di di vittime ogni anno sarebbero solo un'invenzione. Purtroppo noi non abbiamo fatto altro che mostrare quello che nessuno mostra, l'orrore e la barbarie che costituiscono di fatto parte integrante delle nostre società "civili". Queste immagini la disturbano? Stia tranquillo, disturbano molto di più noi: è esattamente questa la ragione per cui abbiamo protestato, perché vogliamo un mondo in cui questo non esista più, un mondo senza macelli, senza sangue, un mondo in cui le immagini che abbiamo mostrato non siano che un pallido ricordo di una lontanta epoca di barbarie.

Se lei ritiene che questo messaggio di denuncia non vada espresso e che gli animali non meritino che qualcuno prenda la parola in loro difesa, di certo il Veggie Pride non fa per lei e lei non fa per il Veggie Pride.

Agnese Pignataro

20 maggio 2008 15:41  
Blogger Nico Valerio said...

Agnese e Anonimo, prendo atto che non avete "né vicinanza, né lontananza" con i Centri Sociali e Indymedia. Il problema non è questo, ci mancherebbe. Come vegetariano liberale rispetto ogni idea, anzi mi batto perché possa essere manifestata. Solo ho lamentato che si è dato al pubblico l'immagine d'un vegetarismo da frangia estrema di ultra-sinistra, secondo il vecchio modello del "corteo" combattivo. Mentre oggi il vegetarismo tocca tutti i ceti e le idee. Non potete negare: non era una festa. Questo modello applicato al messaggio vegetariano oggi è secondo me controproducente (se dico in contrasto vi offendete).
E poi tutto verteva non sul vegetarismo in tutti i suoi aspetti(vantaggi, modalità, psicologia, cultura, scienza, perfino cucina ecc), ma solo sulle torture e violenze agli animali. Che sono gravissime, certo, ma allora perché Veggie Pride? Era meglio Animal Friends. E io, promotore del primo Referendum contro la caccia, sarei stato ugualmente presente.
"Illazioni", dice Agnese. Ma lo sa che il senso critico è tipico dell'intelligenza umana e la base delle libertà? Che bisogna sempre "pensar male" e cercare dietro e sotto? Che se l'Uomo avesse dovuto limitarsi a ciò che dicono "ufficialmente" governanti, preti e uffici stampa, il mondo sarebbe ancora schiavo? Si vede che mentalmente sono più a sinistra di voi... E qui, scusate, come giornalista ed esperto di psicologia della comunicazione, mi ha insospettito la scarsa trasparenza, il mistero. Sui siti internet è rarissimo non trovare nomi, cognomi e curriculum dei responsabili (il famoso "Chi siamo"), mentre nel vostro c'è solo un numero di tel. mobile, anonimo. Vabbé, prendo atto che siete gli unici non narcisisti e timidi della Rete...:-)
Ho riportato l'unica foto vostra che ho trovato il giorno dopo il corteo: solo oggi ne avete aggiunte tante. Però, noto che in nessuna vostra foto (in una ci sono anch'io) appaiono gli orribili i furgoni della Polizia che aprivano il corteo, e la prima fila di poliziotti. Siccome questo era uno dei due problemi da me denunciati, le vostre foto rilassate non rendono proprio l'impatto che il fronte del corteo ha dato sui passanti, ripeto choccante.
Comunque dopo il salutare "scazzo" tra veg, è chiaro che vi considero ancora amici, e ora alla luce delle vostre risposte vado a limare un po' certe critiche. Tant'è vero che ho offerto un mio piccolo contributo di fantasia per il prossimo anno: la marcia in fila indiana, oppure mano nella mano, lunga 1 km, sui marciapiedi del Centro per almeno 1 ora. Sarebbe di forte impatto mediatico, credetemi. Scommettiamo che Tg e stampa la riprendono?

20 maggio 2008 18:12  
Anonymous no-meat no-war said...

Hai aggiunto e tolto qualche frase: ora l'articolo è più efficace.

20 maggio 2008 22:56  
Anonymous santo subito said...

Peccato, dovevi metterci la foto dei blindati della Polizia...

21 maggio 2008 12:35  
Blogger Vera said...

Signor Valerio,
non la sommergo di improperi. Mi limito a dissociarmi completamente da quello che lei scrive e a farle notare che si tratta, per la gran parte, o di falsità (quelle relative, ad esempio, all'identità degli organizzatori) o di accuse che non andrebbero semplicemente rivolte al VP stesso (per esempio la presenza della polizia - come se fosse stata invocata dai manifestanti).
Agnese ha già espresso molti dei miei pensieri e gli altri... me li tengo per me; mi pare abbastanza inutile comunicarglieli, dal momento che pare proprio che abbiamo partecipato a due manifestazioni distinte, tanto è diversa la percezione ricevuta.

Sicuramente interessanti i suoi suggerimenti, ma le critiche le trovo in gran parte infondate e quasi in cattiva fede per il tono con cui sono rivolte.

Mi dissocio dal suo commnto. ;-)

Vera

21 maggio 2008 12:44  
Blogger Nico Valerio said...

Eh, lo sapevo, non dovevo "farmi" di quella orribile mistura di LSD ed erba! Vedi i risultati? Che mi sono "immaginato" un corteo diverso! Io solo ho visto che il corteoi era aperto da 6 terribili furgoni militari e da una prima fila "d'ordine" di poliziotti.
Ma, dico, ci siete o ci fate? E' una cosa assurda, che non si usa più da anni, la Polizia lo fa solo quando ha dei sospetti e non si fida... Per carità, magari perché non siete riusciti a farle capire che erano una cosa innocua e non-violenta.
Quindi nessuna malafede: visto di fronte, e non da dentro (dove stavate voi), l'inizio del corteo era un incubo.
Secondo, ho fatto notare lo strano anonimato degli organizzatori sul sito, (e ancora oggi, con tutte le vostre smentite del nulla non so i nomi e cognomi, e da quale esperienza provenite).
Ttutto qui. E non mi sembra che mi abbiate risposto.
Come non avete saputo rispondere all'obiezione di fondo, quella, come dire, psico-politica che pongo a metà articolo: contro "chi" protestare? Come se gli allevamenti li impone il Potere e non la domanda dei consumatori.... (che non si educano e convincono certo con gli slogan aggressivi, i quali scavano un solco tra noi e loro.
Comunque basta, senza che mi diate del "lei", cerchiamo di farlo più folle, gioioso, irriverente, strano, l'anno prossimo. In mezzo alla gente e senza polizia.

21 maggio 2008 23:33  
Blogger Luisa said...

ciao , per il 2009 il vp si organizza a Milano .
Ti rimane dunque tutta Roma a tua disposizione , per organizzare una manifestazione.

Dopo la critica bisogna FARE .
Vediamo cosa sai FARE di meglio .
ciao
Luisa

15 gennaio 2009 18:12  

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