23 dicembre 2006

DIO MITHRA E SATURNALI. Il finto Natale e le origini pagane dell'Europa

Elvis Presley, Jesus Christ e Robert E Lee Un liberale rispetta tutte le idee, le religioni, le credenze e perfino le fisime e le superstizioni personali. Ognuno è libero non solo di leggere Mein Kampf , i Vangeli, Histoire d’O, o Il Capitale (non che io li voglia mettere sullo stesso piano, sia chiaro), ma anche di portare cornetti alla cintura, frequentare sedute spiritiche, non attraversare la strada se passa un gatto nero, credere alla Cabala, venerare il defunto guru arancione Osho Rajneesh, donare tutti i propri beni a Scientology di Ron Hubbard o alla locale parrocchia cristiana, consultare la Smorfia per ricavarne numeri vincenti per il gioco del lotto. Sarebbe davvero illliberale punire i credenti e i superstiziosi come fece Stalin, non per caso ex seminarista, quindi abituato alle "verità" da imporre agli altri con la forza.

Ma un liberale, certo, non si vieta il piacere di prendere in giro, di far notare assurdità e incongruenze. Insomma, ha un forte senso critico e sottopone a revisione razionale ogni cosa. E se una credenza spiritualista o una religione vogliono farsi Potere, e impongono le proprie norme come leggi per tutti, oppure con la falsificazione storica e l'inganno traggono in errore i "semplici di spirito" (come è scritto nel Vangelo), un vero liberale insorge. Tant'è vero che l'abuso della "credulità popolare" è un reato perseguibile secondo il nostro codice.

Ci sono ex sacerdoti o ex studenti di seminario o teologi pentiti che si sono dati la briga di sottoporre a verifica storica-geografica-semantica singole frasi del Vangelo per dedurne la non affidabilità delle "prove" dell'esistenza storica del rabbino o capopopolo rivoluzionario Joshua. Come dimostra la ricostruzione fatta a suo tempo dal cristologo viterbese Luigi Cascioli, che sottopose ad un'indagine filologica e "poliziesca" alla Sherlock Holmes le citazioni neo-testamentarie della figura di Joshua, poi detto Gesù. Ebbene, pare che la figura del fondatore del Cristianesimo, ingigantita, resa leggendaria e tramandata ai posteri, non sia mai esistita. Gli adepti e i copisti avrebbero sintetizzato in una sola varie figure storiche minori, manipolando luoghi geografici e tempi storici. A cominciare dalla data tradizionale della Natività ricavata dalla Festa della Luce, dai Saturnali, e dai riti per il dio orientale Mithra.

Un'origine così incerta e oscura che oggi non ingannerebbe neanche un acquirente di cani di razza, non diciamo gli adepti d'una Grande Religione. Credo che in 2000 anni ha apparentemente conquistato il mondo, ma accanto a pochi esempi edificanti ha comminato condanne a morte, ha inferto torture, ha condannato al carcere, ha portato guerre, ha compiuto stragi e genocidi, ha soggiogato coscienze, ha impedito ogni genere di libertà. E non vale la scusa - fatta propria anche dal comunismo o dal fascismo - che l'Idea non è toccata dagli errori dei suoi interpreti.

Proprio in questi giorni un uomo nobile e saggio come Welby ha dovuto morire per evitare la dolorosa tortura a cui la cosiddetta "morale" cattolica lo aveva cinicamente condannato. E la sua famiglia, cattolica, si è vista negare - cattiveria nella cattiveria - perfino i funerali che voleva. E la coincidenza ha voluto che l'evento drammatico diventasse il simbolo delle ipocrisie e delle falsità di cui è imbevuto il finto Natale.

E che fosse una finzione consumistica già nell'800 lo denunciava lo scrittore Charles Dickens. Mangiamo dunque panettoni e torroni, simboli altrettanto falsi e ricostruiti di antiche e buone ricette, ma ricordiamoci sempre che stiamo partecipando ad una indecorosa messinscena.

IMMAGINE. Il divinizzato cantante rock Elvis Presley (anche lui, forse, "risorto", dice una leggenda di fanatici rockers americani), il generale Lee eroe della guerra di secessione americana, e Gesù, accomunati dalla devozione popolare negli Stati Uniti.

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5 Comments:

Anonymous rosalba sgroia said...

D'accordissimo con te :-)

quest'anno mi sono elegantemente sottratta a questa messinscena! Niente regali, niente parenti... ( ci sono tutti i giorni dell'anno per godermeli, quelli più significativi, ovviamente, )ma sana tranquillità...lontano dal caos delle urla televisive, dagli show demenziali di alcuni politici confessionalisti, lontano dai sorrisi di circostanza.

Ciao!
Rosalba

23 dicembre 2006 19:53  
Anonymous Stolcius Von Stolcenberg said...

Be', Rosalba, penso che tutto ciò sia il miglior regalo che potevi farti! :-)

Io alla tua "antiossidante" ricetta(esistono infatti anche i radicali liberi della banalità) ci aggiungerei, come ghiotta ciliegina sulla torta, qualche sana lettura.

Che so: Jane Austen, Robert Graves, Fulcanelli(eh eh) o...Nico Valerio! ;-)

Un salutone,

Stolcius

P.S.
Per aspera ad dis-astra

24 dicembre 2006 16:17  
Anonymous matteo said...

"sante" parole le tue! :)

24 dicembre 2006 20:44  
Anonymous Anonimo said...

Beh non è una novità che la chiesa ha fatto man bassa di tradizioni antichissime svuotandole del loro arcaico significato di festa sacra agli dei mani (es. saturnali) o il 14 di febbraio che per la chiesa e san valentino la festa degli innamorati istituita da papa gelasio nel 600 circa nella roma prisca il 14 di febbraio erano i lupercalia ora non sto a spiegare il rito ma era una festa molto sentita dai romani.

Per questo dirò sempre che le radici d'europa sono celtiche,romane,greche,germaniche e slave affondano nell'antichità classica non nella figura di un rabbino propagatore della peste galilea tramite paolo di tarso sarebbe rimasta circoscritta all'area palestinese.

24 ottobre 2008 21:29  
Blogger Nico Valerio said...

Questo mio articolo ebbe sul sito dell'UAAR, che lo aveva ripreso, un curioso commento di Fabio sacco sul Presepe, che riporto qui tre anni dopo:
"A proposito di origini “pagane” (che poi è un termine che non mi piace), sapete qual è la vera origine del presepe?
Il termine presepe significa mangiatoia (dal latino praesaepe). La sua origine è ben più antica di quanto si creda (e soprattutto non è vero che l’ha inventato san Francesco d’Assisi), in quanto legata alla figura dei lares familiares, ovvero degli antenati defunti, che vegliavano sulla famiglia secondo le culture latina ed etrusca.
Ogni antenato veniva rappresentato con una statuetta (in terracotta o in cera), sigillum, collocato in apposite nicchie ricavate in un muro di casa ed onorato mediante l’accensione di una fiammella.
Il 20 dicembre, con l’approssimarsi del Dies Natalis Solis Invicti (Natale), si festeggiava la Sigillaria ed i parenti si scambiavano in dono i sigilla dei familiari defunti durante l’anno. Realizzare e costruire il presepe era compito dei bambini, i quali lucidavano le statuette e le disponevano in un piccolo recinto, nel quale si rappresentava un ambiente bucolico. Nella giornata della vigilia, la famiglia si riuniva davanti al presepe per invocare la protezione degli antenati defunti, a cui lasciava ciotole con cibo e vino. Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci, portati dagli avi in dono durante la notte (vi ricorda Babbo Natale, vero?).
Il cristianesimo, che mirava a diventare religione di Stato, non poteva tollerare l’esistenza delle altre religioni (definite per disprezzo pagane) e, non potendo estirpare con la forza questa tradizione, la reinterpretò mutandone profondamente il significato religioso. La scena della nascita del Bambino divenne il disegno centrale del presepe e le statuine dei defunti dovettero cedere lo spazio alla santa famiglia, ai pastori, agli animali e ai Magi.
http://fabiosacco.blogspot.com/

3 gennaio 2010 01:54  

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