11 dicembre 2006

PADRONI DI CANI. Processarli come se fossero stati loro ad aggredire

Basta, tutto ha un limite. Ne va d'un diritto di libertà fondamentale. Ormai il cittadino italiano, specialmente un bambino, non può più passare davanti ad una villa senza il giustificato timore di essere aggredito, ferito, sfigurato e perfino ucciso. Da cani feroci.
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L'ultima delle tante tragiche notizie sul tema riguarda due rottweiler che a Lozzo Atestino (Padova) hanno aggredito, trascinato addirittura per molti metri e praticamente cominciato a "divorare" una ragazza di 25 anni. Salvata con difficoltà da un passante, la povera ragazza ha avuto ben 100 punti di sutura e un corpo devastato per sempre.
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Dal suo lettino di ospedale dovrà ringraziare i parlamentari italiani, legulei veri o legulei eletti, che nei loro grotteschi accenti regionali - Sud e Nord uniti - si gingillano con discorsi vuoti sulle sciocchezze della politica all'italiana, ma sono incapaci di provvedere alle cose davvero serie e concrete che interessano la convivenza civile. E' un'ulteriore vergogna. Del resto, siamo sempre stati convinti che l'uomo politico medio in Italia è molto inferiore al cittadino medio.
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Ormai i cani feroci, allevati e acquistati proprio per questa loro qualità da proprietari senza scrupoli, nell'indifferenza colpevole dei legislatori, devono essere considerati come un braccio del loro padrone. Una nuova legge deve far arrestare e processare il padrone dell'animale, come se le lesioni o la morte da questo procurate fossero state commesse dal padrone stesso. Senza nessuno sconto o distinzione, senza i soliti "se" e "ma" dei legulei all'italiana.
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E bisogna anche rendere l'acquisto, la pubblicità e la vendita di animali aggressivi o potenzialmente aggressivi molto più difficile delle stesse armi, perché gli animali a differenza delle armi sono imprevedibili, quindi molto più pericolosi.

10 Comments:

Anonymous nullo said...

anni fa, mentre lavoravo all'aperto ad una tesi su animali non-umani e responsabilità, passarono un bambino con il papà: il bambino fece al papà "Papà, è vero che i doberman sono cattivi?"

non ho sentito la risposta... vabbè, ho divagato. nel merito del tuo post, hai ragione

ciao,
nullo

11 dicembre 2006 18:30  
Blogger Nico Valerio said...

Naturalmente amo gli animali. Cerco di non mangiarli, come vegetariano. E di impedire la caccia (ho promosso il I Referendum abrogativo). E tanti anni fa la mia Lega Naturista iniziò la sua attività contestando gli zoo.
Perciò li amo davvero. Ma nel loro habitat, non a casa mia. Cioè nello zoo privato.
Non come certi "padroni" (appunto) di cani. Che devono dimostrare a qualcuno, forse a se stessi, di saper amare un essere vivente, o di saper comandare. E all'occorrenza anche di poter lanciare una bestia all'attacco.
Alcuni usano gli animali come giocattoli, altri come soprammobili, altri come armi improprie. Dipende da taglia e razza.
Tutti, dico tutti, li costringono ad una vita innaturale, copia perfetta della propria.
E ti raccomando quelli che gli comprano le "scatolette"... E da quando il cibo in scatola fa bene all'uomo o agli altri animali?
E magari riversano sul cane (gatto, scimmia, canarino, iguana, pesce barracuda, furetto, serpente a sonagli ecc) quel finto "affetto" che non sanno o vogliono dare a parenti, amici o estranei. Bell'affetto davvero, tenere gli animali in prigione.
Sono "abituati"? "Una volta liberi morirebbero"? Proprio quello che dicevano i padroni degli schiavi nel 700.
Non solo, l'egoismo di "possedere" un animale giustifica l'allevamento intensivo e innaturale delle varie razze canine. Che non ci sarebbe senza una forte domanda.
Ma se è un randagio? O un cagnetto trovatello? Altro che "salvarlo" dalle macchine o dai ragazzacci: perpetuare la moda innaturale ed egoistica di tenere in prigione un cane permette ai grandi allevatori di continuare a fare il proprio mestiere. Magari selezionando, per alcune razze le caratteristiche più aggressive.
Quindi, quali "specie aggressive"... dedichiamoci piuttosto ai loro padroni...

12 dicembre 2006 18:03  
Anonymous nullo said...

alla fine, son d'accordo, il problema è lo stesso delle relazioni interpersonali: usare l'altro. se gli esseri umani crescono con la concezione dell'altro, allora avranno la capacità di rispettare l'altro, che esso sia umano o non-umano.

cmq, sgembo ha lanciato un censimento di blogger vegetariani. ti abbiamo aggiunto. ne conosci altri?

13 dicembre 2006 12:07  
Blogger Nico Valerio said...

Scusa il ritardo. Di vegetariani sul web ce ne sono molti, di blog di vegetariani, quindi, ce ne saranno a centinaia. Ma non fatevi illusioni, tu e Sgembo: ben pochi di loro (se ce n'è qualcuno) sono, come noi tre, liberali e versatili. Non parliamo di simpatia... Basta frequentare il Newsgroup it.alt.cultura.vegetarismo
(che è migliorato negli ultimi tempi, pensate com'era prima...) per rendersene conto: o comunisti o anarco-comunisti, comunque quasi tutti anti-Ragione, anti-scienza, anti-Occidente, seguaci di tutte le leggende metropolitane sull'alimentazione, la medicina, la società. Senza considerare poi...il carattere. E' per colpa di certi vegetariani, che pur essendo il secondo vegetariano a Roma tra quelli in attività ultraventennale (mi batte solo l'amico regista Torricella), aver fondato club e aver scritto vari manuali sul vegetarismo (compreso un Oscar Mondadori), talvolta ho un certo pudore a definirmi vegetariano.

15 dicembre 2006 11:07  
Anonymous zutraut said...

Attenzione però...

Io concordo con te quando dici che la storia dei rapporti fra uomo e il resto degli animali e' stata da sempre segnata da uno squilibrio.

Abbiamo applicato al resto del creato la logica del " vediamo un po' come posso complicarti la vita per semplificare la mia".

Io ammiro molto la tua scelta di diventare vegetariano e anche io sono su quella strada anche se non so quando arrivero' alla meta..

Ma alcuni dati di fatto purtroppo non sono negoziabili temo, uno fra questi e' che da qualche migliaio di anni l'atteggiamento di cui sopra ha originato la nascita di specie animali nuove (non parlo di quelle "alimentari" a proposito tu le uova e il latte le uovahai inseriti nella tua dieta ?) e non parlo del gatto che e' un'adozione molto piu' recente delle famiglie umane.

Parlo del cane, la selezione fatta su di lui lo ha reso un animale creato ad hoc per vivere in simbiosi con l'uomo percio' benvenga l'idea che i padroni distratti o peggio crudeli paghino a carissimo prezzo le loro azioni ma da amante dei cani (lo ammetto) temo che trovargli un posto in natura (abbiamo visto in precedenza cosa significa aggiungere competitori nella catena alimentare, non dico che non potrebbero adattarsi ma che si adattarebbero troppo bene in habitat come il nostro in cui sarebbero tra i carnivori piu' grossi, e le volpi? e i mustelidi che gia' scarseggiano alla grande ?) sia alquanto impossibile e che comunque perdere il contatto quotidiano con questa specie meravigliosa sarebbe una perdita (solo e soltanto) relazionale irrimediabile.

17 dicembre 2006 10:47  
Blogger Voltaire said...

Tante volte ragiono cercando di guardare la natura "senza di me". Si, lo so che anche io faccio parte della natura, ma per ora guardiamola da uno spioncino senza interferire.
Io dico che se la natura avesse fatto il cane in modo che potesse trovare il suo ambiente naturale in una casa di umani, allora lo avrebbe messo nelle condizioni di costruirsi la casa, così come ha fatto con noi.
La selezione dei cosiddetti "cani da salotto" è un artificio tutto nostro che ben presto in una natura sparirebbe; forse darebbe origine a specie derivate da quelle, ma sicuramente adatte a vivere nelle selve o per i prati.
Siamo stati noi a costringerli a venire in casa, perché a guardare bene loro non hanno il concetto di casa o giardino o prato, per loro sono luoghi in partenza tutti uguali. Siamo poi noi che insegnamo loro che "in quel territorio" non si entra, che "in quell'altro territorio" si va per i bisogni, ecc. Perché loro ragionano per territori.

Zutraut, nelle tue parole ravviso ancora un approccio troppo di parte. Quando dici che sarebbe una perdita relazionale irrimediabile, parli secondo il tuo punto di vista. Ma secondo il cane, sarebbe una perdita così irrimediabile? Non so; è difficile stare nella mente di un cane, ma ho dei forti dubbi. E portare gli esempi delle espressioni di affetto e fedeltà dei cani, è fuorviante, perché il cane ha nei suoi geni uno schiacciante senso della gerarchia. Per cui non è raro vedere un cane che, sebbene maltrattato o che abbia subito violenze, ancora difende il padrone e tende a scodinzolare speranzoso di un gesto di approvazione del "capo" a cui riconosce perfino lo "ius vitae necis".
E questo ci inganna fin troppo.

Ciao.

22 dicembre 2006 21:42  
Blogger Nico Valerio said...

D'accordo con "Voltaire": l'antichità della domesticazione degli animali liberi e selvatici (per farli diventare con la forza "amici" dell'uomo) non attenua, ma semmai aggrava le nostre colpe, come specie umana. A queste si aggiungono le bassezze di singoli individui umani.
Ecco, per non fare il fondamentalista, mi accontenterei di ridurre al minimo queste ultime.

23 dicembre 2006 14:35  
Anonymous claretta said...

Ciao Nico, ti ricordi di me?
Sono d'accordo. Ti dico che se io fossi un cane, per le frustrazioni, lo stress e le violenze ricevute azzanneri tutti, a cominciare dal "padrone"
Baci

23 dicembre 2006 14:38  
Anonymous dagoberto said...

Fra le caratteristiche che accomunano i "padroni" hai elencato comandare,saper amare, lanciare all'attacco, ma dimentichi la "pet therapy" che spesso salva dalla depressione;fra gli "usi" :giocattoli,soprammobili,armi improprie ma dimentichi l'uso dei cani da valanga o antidroga. Quando parli di costringerli a una vita innaturale, sei tu che decidi per la loro vita?

26 maggio 2007 20:31  
Anonymous lucif999@tiscali.it said...

grazie per avermi fornito l'indirizzo del newsgroup it.alt.cultura.vegetarismo pieno di comunisti ed anarco comunisti Sono 1 di loro e me ne vanto! Quanto stazza il suo corso di vegetarismo ora? 8o euro oppure anche lei ha aumentato i prezzi per 1 merce richiesta da NESSUNO? Al prossimo veggiepride la faccia finita, non si metta in mostra, ke non se la fila nessuno Ora ho capito perchè lei è tanto insopportabile e sgradito lei è 1 filo-lerciuscone!

18 dicembre 2008 18:21  

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