13 maggio 2009

ELLINGTON. Per gli Usa il Duca non è jazz. Ma per l’Ansa ne è il "fondatore"

L’effetto Obama non si nota ancora sulla moneta, ma su "una" moneta, sì. Il Distretto amministrativo di Columbia, che serve la capitale federale Washington, ha deciso di dedicare il retro del quarto di dollaro al suo figlio più famoso, Duke Ellington, grande stilista, compositore e capo-orchestra jazz, nato a Washington da famiglia negra borghese nel 1899. E quindi non è neanche un centenario, ma 110 anni dalla nascita: una commemorazione un po’ gratuita. Meglio di niente.
Bruttissima moneta, però, con pessima grafica, con un Ellington irriconoscibile, un pianoforte che sembra una stele funeraria, e banali didascalie che fanno pensare alla dichiarazione d’un ministro della giustizia. Ma, si sa, le burocrazie statali scelgono sempre il peggio.
La stampa americana, però, poco interessata all’estetica, e per niente al jazz, mette in rilievo la novità, diciamo così, politico-culturale: è la prima moneta statunitense con l’effige d’un nero. Se gli americani sapessero che quella sagoma indecifrabile è un signore di colore…
Obama "presidente jazz". E’ eccessivo. Forse chi lo dice vuol dire che è "cool", o che ha del ritmo? Be’, intanto vedremo se ha wuing. Certo, se avesse proposto la commemorazione e fosse appassionato di jazz, avrebbe preteso almeno che questo termine non fosse cancellato dalle biografie ufficiali di Ellington.
Il Distretto di Columbia, infatti, nel presentare sul suo
sito web con eccessivo understatement la moneta con Duke Ellington, non menziona neanche una volta la parola "jazz". Eppure, come sta attento a scrivere Grammy con la ® del marchio registrato! Che gente… Sembra che facciamo di tutto per fare la caricatura del capitalismo, d’accordo con i soliti "comunisti", ovviamente.
"Jazz" è forse ridiventata una parola socialmente scorretta, come era ancora nel 1918? Fatto sta che Duke Ellington sulla moneta non si sa chi è. Sul sito sembra un musicista qualunque. Quale musica, non si sa.
Chi lo sa bene, invece, è la provinciale e ignorantissima Italia.
Nel riportare la notizia con la riproduzione della moneta l’agenzia Ansa online pubblica un
articolo sciatto e mal scritto che contiene un errore grossolano: Duke viene definito in modo cafonesco addirittura "fondatore del jazz". Da dove l’hanno ricavato? Non sta scritto in nessuna storia del jazz una castroneria simile.
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ANSA.it 2009-02-24 18:18
Duke Ellington primo afro su moneta
Il musicista fondatore del jazz comparira' su quarto di dollaro
(Ansa) - Washington, 24 feb - Il musicista americano Duke Ellington, considerato il fondatore del jazz, e' il primo afroamericano a comparire su una moneta Usa. L'effigie del grande pianista, morto nel 1974 a 75 anni, comparira' infatti sul quarto di dollaro. La zecca comincera' ad introdurle nel District of Columbia, il distretto della capitale. La moneta commemorativa riproduce l'immagine di Ellington seduto al pianoforte, e reca la scritta 'giustizia per tutti'.
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E a riprova che "moneta cattiva scaccia moneta buona", il quarto di dollaro del "fondatore del jazz", come ha detto l’Ansa, è stato ripreso da tutti i giornali e siti italiani, compreso il quotidiano
La Stampa. Vedete, signori direttori e capi-servizio spettacoli, che cosa vuol dire non avere più critici e giornalisti esperti di jazz in redazione? Avreste mai lasciato scrivere, che so, che "i Beatles hanno inventato il rock", o che Verdi è l’inventore del melodramma italiano? No, perché di rock e di lirica le redazioni italiane abbondano di esperti. Ellington è stato un grande "stilista" del jazz per grande orchestra, anzi, uno dei rari compositori dellla musica afro-euro-americana. Si dice che componesse su una ideale tavolozza musicale, usando le battute concordate con i solisti (ad libitum) come larghe pennellate, e alternandole con i serrati dialoghi delle sezioni. Ma certamente non ha fondato il jazz. Allora, più "fondatori" di lui, per un motivo o per l’altro, sarebbero i megalomani Jelly Roll Morton (che davvero ebbe la faccia tosta di far stampare sul biglietto da visita "Inventor of jazz") e Nick La Rocca (primo disco jazz), poi King Oliver, Sidney Bechet, Louis Armstrong, Bix Beiderbecke, i McKinney Cotton Pickers, Fletcher Henderson, e tanti altri grandi del jazz venuti prima di Ellington, dai quali il Duca attinse qualcosa necessariamente. In secondo luogo, la musica jazz non è qualcosa che un singolo può aver "inventato", magari con tanto di apposito brevetto. E’ una cultura, una creazione collettiva durata decenni che riguarda l’antropologia dell’intero sud degli Stati Uniti, per di più con numerosi filoni e componenti: blues, spirituals, gospel, canti e grida di lavoro, ragtime per piano e musica per banda militare (dall’Europa), percussionismo (Africa, attraverso gli schiavi, cfr. adunate in Congo Square a New Orleans), e ancora teatro vaudeville, e spruzzatine di tradizioni melodiche francesi, creole, irlandesi, perfino tracce di belcanto lirico italiano. E così via. Inoltre, questa complessa sintesi avvenne, semmai, dalla fine dell’800 al 1915 circa. Mentre l’opera di Ellington è molto più tarda, ormai nel periodo maturo del jazz, dalla fine degli anni 20 a tutti gli anni 40. Per di più Ellington rappresenta non certo tutto il jazz, o il suo filone centrale, e neanche "lo stile per big band", ma uno stile particolarissimo per grande orchestra, diciamo "d’autore", cioè basato su composizioni. Se proprio vogliamo essere giusti, chi portò a maturità artistica lo stile per grande orchestra jazz fu il precedente Fletcher Henderson, non Duke. E Duke, ripetiamo, è fortemente individuale, atipico, eccentrico, particolare, nella storia del jazz, proprio per il suo modo compositivo che ne fa un genio isolato, senza eredi. Jazz che sicuramente senza Duke non sarebbe molto diverso da quello che conosciamo. Perciò, i redattori della prima agenzia giornalistica italiana una guardatina su internet potevano darla. Insomma, Ansa che ignoranza, almeno in musica jazz.
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JAZZ. Di Duke Ellington e la sua orchestra possiamo vedere su YouTube tre interessanti brani, molto movimentati come regia:
C-Jam Blues (1942) e Take The A Train (anni 40), entrambi tratti da film, e Satin Doll (anni 40).

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3 Comments:

Anonymous dr Diabolicus said...

Hai ragione, ormai la rimozione politicamente corretta del termine "jazz" in America è scandalosa.

13 maggio 2009 11:15  
Blogger Nico Valerio said...

Ma sì, basta con la stupidaggine della "musica" unica: che rapporto c'è tra la suoneria del telefonino un brano di Charlie Parker e una sinfonia? Probabilmente ciascuna di queste tre "musiche" troverebbe più punti in comune all'esterno che all'interno della categoria. E' come se, solo perché composte di lettere o mattoni, una lista della spesa e un dramma di Shakespeare, una cuccia per cani e il Colosseo, facessero parte della medesima categoria. Tutti rideremmo, no?

13 maggio 2009 11:35  
Blogger Nico Valerio said...

Capisco che il livello dei giornalisti si è abbassato, ma allora l'ANSA dovrebbe tollerare che qualcuno dei suoi flash parli di "Manzoni, fondatore della lingua italiana"...
Sono sicuro che in questo caso l'incauto ignorante verrebbe trasferito allo sport.
Per il jazz invece nessun controllo. Anche perché anche i controllori non ne sanno niente.
Ma è amche scarsa professionalità: bastava tradurre, anziché inventare facendo finta di intendersene... Se penso che questa è la nostra principale agenzia, stiamo freschi.

25 maggio 2009 01:49  

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