CULTURA. Ma è proprio vero che noi Italiani siamo tra i più ignoranti?

In quanto, poi, alle maestre di oggi, altro che penna rossa o blu; sembrano avere scarsa dimestichezza con la lettura e la scrittura, dato che agli esami di abilitazione compiono i medesimi errori di grammatica e di sintassi dei bambini a cui dovrebbero insegnare la lingua italiana, come riportano i giornali.
Scrivo spesso che in Italia, per ragioni storiche, influenza della Chiesa, uso generalizzato delle raccomandazioni (amicali a Destra, politiche a Sinistra) e mancanza di concorrenza nel merito, abbiamo una borghesia molto ignorante, con burocrati "dott", laureati in lettere e giornalisti che fanno errori di grammatica o di cultura generale da V elementare, conoscenze scientifiche e musicali minime, disprezzo per l’intelletto, il senso critico e la cultura. In provincia, specie nei paesi, rischiate grosso ad apparire colti: vi prenderanno in giro e vi considereranno un vero deficiente, una macchietta. Vecchio "buonsenso" contadino. Del resto, basta vedere ad una festa su chi, in un gruppo di amici, si appunta l'interesse delle donne: sul più sempliciotto.
Sull’ignoranza della nostra borghesia ci sono diverse inchieste sporadiche (scuola, esami, concorsi, stupidari delle varie categorie ecc). Senza contare che siamo ultimi tra i Paesi sviluppati per numero di laureati (il basso numero è spesso collegato alla bassa qualità, non viceversa), per libri letti pro-capite, molti dei quali oltretutto romanzi.
Ma poco sapevo di indagini più scientifiche presso la popolazione generica.

"Nel Lazio le percentuali delle risposte giuste a domande tecnico-scientifiche – continua la nota di Vacca - sono in genere fra il 5 e il 10% più alte che fra gli americani e gli europei. Ma dovremmo ripetere "Poco se mi considero, molto se mi confronto". Il 24% dei cittadini del Lazio non sa che la Terra gira attorno al sole (ma è il 29% in USA e il 33% in Europa). La metà crede che gli antibiotici distruggano i virus e il 74% che le vitamine naturali giovino più delle sintetiche".
Che lezione trarne? "Non va bene – conclude Vacca – dare giudizi affrettati su chi è colto e chi no, nè esprimere pie intenzioni di diffondere cultura. Le scuole certo sono importanti (tutte), ma questi numeri dicono che i mass media funzionano male. E’ vitale che le televisioni riprendano a inventare cultura e trasmetterla in modo vivace, stimolante, drammatico invece di gareggiare per vedere chi riesce a scendere più in basso. Anche i giornali dovrebbero offrire testi comprensibili, ampliare le rubriche scientifiche e tecniche, abolire lo spazio di oroscopi e magie, sfatare le leggende invece di crearle e presentarle come cose serie".
Bravo, Roberto Vacca, uno dei miei personaggi (v. colonnino). Ora che è entrato in Facebook - ma tutta quella gente e perfino la pubblicità che si intrufola nella sua pagina gli darà fastidio - dedico questo articolo a lui che considero mio maestro non solo in divulgazione scientifica, ma anche in charezza, rigore (che è sempre anche perfezioinismo e rigore morale), amore dei paradossi e demistificazione di leggende.
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JAZZ. Come molti jazzisti Erroll Garner fu un grande autodidatta, e come non pochi di loro riuscì a diventare grande e famoso senza imparare mai a leggere la musica. Con tutto ciò (o forse proprio per questo?) creò uno stile brillante e riconoscibilissimo anche dai non esperti, fondato su caratteristiche cascate, grappoli di note (block chords), soprattutto nel registro acuto, con un uso determinante della mano sinistra. Con tutto questo riusciva quasi a dare l'impressione d'un tempo veloce anche nei tempi lenti. Il suo genere fu sempre lo swing moderno. Dopo sporadiche registrazioni con Charlie Parker la sua evoluzione si fermò e restò un grande e piacevolissimo intrattenitore, abile i,provvisatore di brani standard. Qui suona in trio, con Eddie Calhoun (bass) e Kelly Martin (drums) in Honeysuckle Rose (5.33).
AGGIORNATO IL 24 FEBBRAIO 2017
Etichette: cultura, indagini demoscopiche, italia, jazz, letteratura
2 Comments:
Divertenza l'equivoco della maestrina dalla penna rossa. In Italia si orecchia tutto, ma documentazione e lettura diretta, zero. La scuola è il grosso problema. L'insufficienza degli insegnanti si riflette e moltiplica sulle nuove generazioni...
E' vero, ho controllato su Google: poiché la gente si limita a copiare da internet la prima cosa che capita senza scegliere tanti hanno ripreso questo errore.
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