PALLA AL PIEDE. Le ragazze anti-football che vagano nei vicoli bui...

Era peggio, sul piano psicologico: ovunque, perfino nei vicoli più nascosti, le urla, le trombette, i boati, il volume degli apparecchi, mi raggiungeva amplificato dalle quinte dei cortili e dei palazzi romani. Un incubo un po' surreale.
E come nella triste notte di Natale dei racconti di Dickens, i rari e sperduti passanti affrettavano il passo per mettersi in salvo nei portoni. Come se giudicassero una umiliazione l'essere esclusi da un rito stupido, sì, ma collettivo, anzi totale, e per questo legittimato, nobilitato.
E il risultato "tecnico"? Tornavo a casa più informato su fuorigioco, rigori e calci d'angolo che se non fossi mai uscito.
Certo, un vantaggio c'era, come faceva notare il razionale Nico-2 al Nico-1: tra i poveri essere umani vaganti insieme con me nella città fantasma era altissima la percentuale di donne, e data l'ora serale, ragazze, oltretutto scarsamente legate ad amici maschi, se no li avrebbero seguiti davanti allo schermo Tv. Un'occasione d'oro,
per molti anni sfruttata con una furbizia machiavellica travestita da quell'ingenua casualità ("l'occasione", la "forza maggiore", "non c'è nessuno in giro, e siamo solo noi due") che piace tanto alle donne.
Ma quest'anno ho deciso: vado incontro direttamente al match, sicuro che stando al fresco del giardino del Goethe Institut davanti allo schermo, o deviando per qualche vialetto o sala interna, le frustrazioni saranno minori, e maggiori - chissà - anche le conoscenze... E chissà se non incontrerò là dentro qualcuna delle ragazze che negli anni scorsi vagavano desolate nei vicoli bui fuggendo da un rito vuoto. O da se stesse.
1 Comments:
E' vero, le donne sono molto meno interessate al calcio, ma anche al tifo sportivo in genere.
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