06 febbraio 2014

ANIMALI. Calabrone gigante attacca l’uomo, fa buchi nella carne e uccide.

Calabrone gigante Vespa mandarinia tenuto in mano Se decidete di passare le vostre vacanze nello Shaan-xi, una verdeggiante provincia nel nord-ovest della Cina, perché da buoni snob volete essere i primi a scoprire i posti senza quei rompiscatole di turisti Europei o Americani che fanno alzare i prezzi, per prima cosa – sentite a me – evitate le città di Shang-luo, An-kang, and Han-zhong. Poi, attenti all’agriturismo improvvisato, potrebbe rivelarsi fatale. Sotto le foglie secche di mais, dentro i cavoli nei campi, ma anche sotto i tetti dei villaggi o dentro il tronco d’un albero si può nascondere il terribile calabrone gigante o calabrone giapponese (Vespa mandarinia), un imenottero grosso quasi come un pollice di adulto (5,5 cm.), molto aggressivo, carnivoro e implacabile predatore anche dell’uomo. Rischi analoghi si corrono in Giappone e in tutto l’estremo Oriente.
Calabrone gigante cinese divora grossa preda      Con l’uso scriteriato degli antiparassitari in agricoltura che ha sbilanciato i naturali rapporti di forza tra insetti, col cambiamento del clima e l’aumento delle temperature medie annuali – confermato dal 97% dei climatologi, malgrado le ironie di molti a ogni tempesta di neve – questo grosso insetto vorace sopravvive anche all’inverno orientale, ormai sempre più caldo. Così, nonostante che questo calabrone sia ecologicamente in decadenza, o forse proprio per questo, si concentra in alcune zone, dove ovviamente è terribilmente pericoloso.
      Le sue punture, spesso ripetute, sono dolorosissime e si risolvono in veri e propri grossi buchi nel corpo, ben più profondi dello spessore della pelle, perché i potenti enzimi che il pungiglione inietta (ben otto diversi veleni, tra cui la mandaratossina, che anche da sola potrebbe essere mortale) sono capaci letteralmente di “sciogliere” la carne di braccia, gambe, dorso o viso attorno alla puntura (una vera e propria lisi enzimatica, dicono i medici parassitologi: v. immagine). Raccapricciante la descrizione della “puntura” da parte d’un entomologo giapponese della Tamagawa University: “E’ come un chiodo rovente conficcato nella mia gamba”.
Buchi provocati da punture di calabrone gigante      Naturalmente è il nostro ottuso antropocentrismo a farci dire che è un terribile “calabrone assassino”. In realtà Vespa mandarinia si limita a fare il proprio mestiere di predatore: va a caccia di grossi insetti come cavallette e mantidi. Anzi, sarà per il sapore dolce, ma è particolarmente ghiotto di api da miele e delle loro larve: bastano 30 calabroni-giganti per uccidere in tre ore 30 mila api, come si è visto in un drammatico documentario di National Geographic (“Hornets from Hell”). Terribili i metodi di “distruzione di massa” di questi calabroni. Penetrati nell’alveare, afferrano le api, le decapitano, le privano di ali e zampe, le portano al proprio nido, dove le masticano fino a ottenere grazie agli enzimi iniettati un liquido pastoso parzialmente pre-digerito ricco di amminoacidi rapidamente assimilabili, che danno da mangiare alle proprie larve. In quanto alle zuccherine larve delle api, il secondo scopo della loro aggressione, le divorano sul posto.
Pungiglione calabrone gigante Cina      Ma come tutti gli animali, il calabrone gigante è aggressivo soprattutto quando si difende, in particolare quando teme un attacco ai propri nidi, e in questo caso attacca chiunque si avvicini al nido a meno di 10 metri. Nidi grossi come palloni, che ormai si trovano dappertutto, in un campo agricolo come nei quartieri affollati, in un tronco d’albero o in metropolitana, visto che il territorio selvaggio elettivo del calabrone gigante noi umani l’abbiamo invaso sottraendo spazio alla foresta col cemento. E così, cacciati dalle foreste arrivano nei villaggi e nelle città vicine. Più aggressivi, forse per lo squilibrio demografico o il rarefarsi delle prede naturali legate alla foresta.
      Comunque, se questa specie vi colpisce non avrete scampo. Inutile correre: loro volano a 25 miglia all’ora e sono sempre attivi, e possono volare per 60 miglia al giorno. Anzi, il movimento delle possibili prede eccita la loro aggressività. Per di più i feromoni iniettai col veleno avvertono il resto dell’alveare della nuova preda: si getteranno in massa e in picchiata come dei caccia militari penetrandovi con un poderoso pungiglione fisso, cioè che non cade dopo la puntura, di ben 6 millimetri, capace di pungervi ripetutamente in varie parti del corpo nonostante camicie e pantaloni. E sarete finiti.
Calabrone gigante e velenoso Cina in confronto ad ape      E’ capitato a centinaia di persone in Oriente, non bambini o malati, ma uomini grandi e grossi in buona salute e non specificamente allergici (il che vuol dire che siamo tutti “allergici” al pool dei loro veleni) accasciarsi e spirare dopo l’attacco, com’è successo a una eroica insegnante che fatti riparare i bambini sotto i banchi ha affrontato da sola lo sciame killer. Negli ultimi tempi ben 1676 feriti gravi e 41 morti, molti dei quali colpiti da shock anafilattico, forse l’evento più temuto dai medici del pronto soccorso, paralisi respiratoria, insufficienza renale acuta che non fa più urinare, e se “va bene”, per così dire, cioè se non muoiono subito, costretti a sopravvivere con costose dialisi perpetue o trapianti di fegato e reni. Una tragedia che si compie all’improvviso, in pochi secondi. Un contadino che curava il proprio campo di riso ad An-kang, un certo Mu Cong-hui – ha riferito il sito web del Guardian – è stato punto 200 volte in pochi secondi: ha le gambe bucherellate da tanti fori e in due mesi ha ricevuto ben 13 dialisi
Calabroni giganti e velenosi Cina      E’ un pericolo vero questo calabrone-gigante cinese, il più grosso e aggressivo del mondo, conferma in un articolo Michael Caldwell su The Allegiant, un sito network progressista degli Stati Uniti che riprende con ritardo un’allarmata corrispondenza del Guardian online.
      Ma come mai gli americani si interessano tanto di questo grosso insetto cinese? Perché sembra essere stato trovato anche in varie zone degli USA, per esempio nell’Illinois, a Arlington Heights, come ha denunciato un allarmato apicultore dopo un incontro ravvicinato.
      Ma la nuova specie esotica osservata negli Stati Uniti sembra essere non il calabrone gigante (Vespa mandarinia), bensì il calabrone asiatico (Vespa velutina), di taglia un poco più piccola, che è ugualmente temibile per uomo e api in estremo Oriente, mentre in Europa e in America, dove è arrivato grazie alle importazioni dall’Asia, sembrerebbe finora non letale per l’uomo (tranne, come si sa, per individui con allergia specifica), però responsabile di punture dolorosissime e con cicatrici, e predatore implacabile di api.
      Gli apicoltori, perciò, sono nel panico: dopo la varròa, ora anche il calabrone asiatico! La produzione di miele nei Paesi occidentali potrebbe diminuire ulteriormente. Ma più grave ancora il rischio della mancata impollinazione in svariate piante importanti per la nostra alimentazione. Gli agricoltori sono preoccupati.
      Vari esemplari e grossi nidi di calabrone asiatico (Vespa velutina) sono stati trovati anche in Italia (v. articolo di giornale e immagine in basso), o a causa delle importazioni di piante orientali o, più probabilmente, per sconfinamento dalla Francia meridionale verso Liguria e Piemonte, come riferito da esperti e studiosi. Fatto sta che è arrivato già in Lombardia e in altre regioni del Nord Italia. Ma questi calabroni sono in grado di guadagnare centinaia di chilometri all’anno. Sono già presenti in Belgio e Gran Bretagna. Studiosi dell’Università di Torino stanno già studiando efficaci controlli e rimedi. D’altra parte, l’ecologia ha pure le sue regole, e si spera che i rigidi inverni europei non permetteranno, per ora, la proliferazione di questa specie esotica oltre la soglia di pericolo. Ma l’impatto sulla produzione di miele potrebbe essere notevole.
Nido di calabrone asiatico gigante scoperto in Italia (2012)     Intanto continua la campagna dei cinesi contro il calabrone gigante Vespa mandarinia. “Sono sensibilissimi ai colori vivaci, agli odori (anche al sudore), al sapore dolce, all’alcol, ma anche al movimento, come animali o uomini che corrono”, ha detto al corrispondente del Guardian l’esperto Huang Rong-hui, del dipartimento di controllo dei parassiti dell’Ufficio Forestale dell’An-kang
      I loro grossi nidi sono indicati col dito, a distanza prudenziale, dai ragazzini del quartiere, che indirizzano utilmente verso gli obiettivi guardie forestali, vigili del fuoco e operai del comune, tutti ben protetti, nell’operazione di distruzione con lanciafiamme a gas o torce dei nidi. Talvolta a prodigarsi è lo stesso sindaco in persona. E’ il caso di Gong Zheng-hong, amministratore di Hong-shan, sobborgo rurale di An-kang, che spesso passa le nottate a caccia di calabroni, dato che di notte si rifugiano nei nidi, che secondo il sindaco sono ben 248 nel solo villaggio, di cui 175 vicini a scuole e strade.
Allarme sui giornali italiani per nidi di calabrone gigante asiatico (2011)      L’intero An-kang è in allerta. L’amministrazione regionale comunica che ha già distrutto 710 alveari e stanziato 7 milioni di yuan (pari a 707 mila sterline), conclude il Guardian, per aiutare le zone colpite. E il vice-addetto alla comunicazione Deng Xiang-hong assicura: "Stiamo facendo tutto il possibile, ma c'è così tanto ancora da fare!”
      Ma la nemesi c’è, eccome, anche in Cina, e in piccola parte compensa i danni dei calabroni-giganti. Gli spregiudicati utilitaristi Cinesi che, accusano i vicini Indiani, mangiano “qualunque cosa che striscia, nuota, vola o cammina”, visto che mettono in tavola anche topi, ratti, cani, serpenti, formiche e cavallette, volete che non siano capaci di gustare anche questi grassi imenotteri, e specialmente le loro morbide larve? Infatti in certe zone, soprattutto presso alcune etnie (come la provincia Nan-shan e il gruppo etnico Lisu) c’è la tradizione di catturarli, per ingentilirli e allevarli, anche a scopo alimentare.
      Se poi riescono a catturarli adulti, i cercatori, vestiti con palandrane pesanti e fitte reti da apicoltori, sono capaci di cucinarli fritti (Cina), riferisce Caldwell, oppure crudi in sashimi (Giappone). Così, commenta, il triplice fattore, l’invasione del loro habitat naturale, la deforestazione e la cattura a scopo alimentare, potrebbe portare all’estinzione di questo (ammettiamolo, suvvia, sine ira ac studio…) “bell’animale”. Insomma, è sempre l’uomo “causa del suo mal”.
      Morale della favola. Il pericolo c’è, anche se per fortuna da noi è modesto, e spesso si sostanzia in un leggera reazione allergica (ma dipende dalla individuale risposta immunitaria, da età, salute e altre condizioni, come spiega questo articolo che fa da guida per la corretta gestione sanitaria delle punture di questi e altri insetti). Però ci sembra ottuso e infantile prendersela con ritardo incolmabile e così ridicolo sfoggio di mezzi distruttivi  contro insetti che hanno la Ragione della Natura dalla loro, perché il dissennato consumo umano del territorio naturale li ha costretto a debordare in città. Non era meglio che i Cinesi lasciassero questi calabroni tranquilli nei loro insediamenti naturali evitando che diventassero invadenti e aggressivi, rinunciando a costruire sui loro territori le solite orribili casacce di cemento, che oltretutto fanno male anche agli Umani? E, prima ancora, non era preferibile che la Cina, soprattutto (ma lo stesso si deve dire per l’uomo in genere), inquinasse di meno aumentando sempre di più l’effetto serra e lo squilibrio termico? D’accordo, è l’eterna lotta tra l’uomo e la Natura, densa di implicazioni storiche e filosofiche. Ma stavolta, l’uomo (cinese) è molto più colpevole, perché avrebbe dovuto tener conto delle nostre esperienze in Occidente. Macché la “saggezza” orientale deve essere una sottoculturale leggenda metropolitana. Così, in cambio d’un finto progresso ottenuto da operai-schiavi, c’è qualche rischio immediato in più perfino per noi che siamo lontanissimi dalla Cina. Anche se, per parafrasare un famoso film, sempre più “La Cina è vicina”, purtroppo, perché il Mondo si rimpicciolisce ogni giorno di più. E allora, vogliamo dirla tutta? Ai Cinesi gli sta bene.

IMMAGINI. 1. Calabrone gigante in rapporto al pollice d’un uomo. 2. Mentre divora una mantide. 3. Buchi nella carne della vittima. 4. Le proporzioni con un’ape (dis. WLP. Armstrong 2012). 5. Il robusto pungiglione fisso capace di numerosi colpi a ripetizione. 6. Calabroni giganti nel palmo d’una mano. 7. Un nido di calabrone asiatico trovato nel 2012 nel territorio di Verbania. 8. Articolo di giornale italiano, molto allarmato (La Provincia).


JAZZ. Bobby Timmons e l’Hard bop. Pianista, compositore e grande arrangiatore e “ideologo” della fertile corrente dell’hard bop, Il poco noto ma grandissimo Timmons è qui celebrato con una lunga sequenza automatica di brani bellissimi (ricordo tra i migliori, Moanin e Dat Dere) registrati dai gruppi da lui ispirati. E c’è il meglio del grande jazz degli anni 60. Era quella era un'epoca - oggi sembra incredibile - in cui il jazz poteva permettersi le sbandate del suo pubblico per un musicista-rivelazione. Come oggi nella musica pop. Segno che c'era ancora l'attualità, cioè che il jazz non era ancora "musica classica", eterna e senza tempo (estremizzo per comodità di sintesi) in cui il fruitore con la medesima asettica neutralità e perenne contemporaneità starei per dire “musicologica”, va a scegliersi dallo scaffale prima un disco degli anni 20, poi uno degli anni 70, come se niente fosse... Come i classici europidi ascoltano prima Couperin poi Dallapiccola... Gli innamoramenti da tifo si verificarono con Coltrane, Ornette e soprattutto Davis (e noi in Italia, nel nostro piccolo, con Gaslini, Rava e ora Bollani...). Così, sbagliando, molti di noi credettero in Rollins come a un’alternativa anti-Coltrane, cioè a una musica meno adrenalinica-drammatica-nevrotica. Un equivoco madornale dovuto, almeno nel mio caso, all’intelligenza inesperta e saccente dei 16 anni. Scoprii più tardi che ero rollinsiano non per la cantabilità melodica e la lentezza del suo fraseggio, ma solo per il... timbro della sua ancia, una linguetta un tempo di bambù che lo strumentista in negozio sceglie tra cento misure e tipi! Invece lui tradì i suoi col calypso, che anziché ringiovanirlo lo fece invecchiare rapidamente, sotto o sopra il famoso ponte.

AGGIORNATO IL 5 GIUGNO 2016

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23 Comments:

Anonymous Madama Dorè said...

Terrificante!

6 febbraio 2014 17:06  
Anonymous Anonimo said...

Appea visti due sul mio balcone..terrorizzata!!!

26 maggio 2014 14:06  
Blogger Maurizio Avesani said...

ciao
ho fotografato ieri sul mio balcone un insetto gigante e oggi ho scoperto che si tratta di questo calabrone, un po' preoccupante la faccenda che ne pensate anche in Italia sono arrivati?

3 giugno 2014 20:31  
Blogger Ricardo Jurgen Merca said...

Proprio oggi a samone prov di Modena o visto uno grande, e la prima volta che vedo una vespa cosi enorme,e sono andato a cercare,sul internet,ma nessuna cosi grande come o visto oggi, al incirca 5 cm lunghezza,

6 giugno 2014 18:49  
Anonymous Anonimo said...

Uno mi è entrato in casa, ho cercato di farlo uscire ma niente...sono riuscita a prendere l insetticida e glielo spruzzato addosso ma l ha solo stordito, ho dovuto spruzzare altre volte perke'mi attaccava... alla fine e' caduto per terra ancora viva, mi faceva paura schiacciarla,così l ho schiacciata con il borsone da spiaggia che avevo a portata di mano perche'ero appena tornata dal mare!!! Che paura!!! Ho tremato almeno per un ora dopo l accaduto!!!

24 giugno 2014 03:36  
Blogger Nico Valerio said...

Lettrice appena tornata dalla spiaggia, hai esagerato. Forse ho colpa io nell'aver descritto con troppo realismo i calabroni orientali, ma ho anche aggiunto che fuori del loro habitat, cioè in Europa, sono molto meno aggressivi. E anche in Oriente sono davvero pericolosi solo se attaccano in sciame, spesso perché qualcuno ha disturbato il loro nido. Ma se UNO SOLO entra in casa, in Italia, lo fa per tipica curiosità animale, per ispezionare il territorio, magari allo scopo di costruire un nido. E' sufficiente allontanarlo in modo deciso con l'aiuto di un asciugamani o d'una camicia, spingendolo verso la finestra aperta. Le mani non bastano. Senza ucciderlo, per carità: non ha fatto (né nulla di male.

24 giugno 2014 15:15  
Anonymous Lorenzo said...

Ora, se quelli che ci sono in campagna siano effettivamente questi calabroni non lo so perche certamente non gli misuro il pungiglione, ma a occhio è sul mezzo centimetro.... e ste bestie sono larghe come un pollice e lunghe di più, fanno paura... e ce ne sono tantissime... sono larghe poco meno del collo delle bottiglie da 2 litri nelle quali li catturiamo... e onestamente se posso ammazzarne quelcuno non mi faccio scrupoli, altro che lasciarli stare..

27 giugno 2014 00:52  
Blogger Simone Bonzanini said...

Articolo interessante, ma nella parte finale mi ha colpito la condanna all'uomo che consumerebbe il territorio con le sue casacce di cemento. Ok, pensiero nobilissimo. Ma l'autore vive forse in una grotta o in una capanna di paglia e legno? i suoi amici e parenti non vivono forse in case di cemento, così come i suoi nonni? che senso ha dare addosso a tutti i costi alla civiltà umana? ricordiamoci che il progresso non è imposto a nessuno, chiunque può rinunciarvi e ritirarsi in un qualche eremo se non vuole partecipare, diversamente vediamo di avere il buonsenso di essere consumatori coscinti della nostra impronta sull'ecosistema e coscienziosi nell'amministrare le risorse, e magari ne verrà un mondo migliore.

11 luglio 2014 14:02  
Blogger Nico Valerio said...

Certo, ma credevo che fosse implicito: case "inutili", che spesso si preferisce costruire perché più "economico" (e invece no, dal punto di vista ambientale) che abbattere case e capannoni abbandonati o distrutti o cadenti. Cioè quell'urbanizzazione eccessiva e consumistica che sta mangiando il territorio forestale e agricolo in tutto il Mondo, ora soprattutto in Asia, dove vogliono ottusamente ripercorrere tutti i nostri errori senza tener conto dei nostri ripensamenti (il che dimostra che quella della saggezza orientale è una misera favoletta). Dove vive il lettore? Ogni giorno mi arrivano allarmi da parte di WWF, ONU e altre autorità mondiali per la salute e l'ambiente in cui si denuncia il "consumo di territorio". Mai sentito? Allora è lei che... vive in una grotta...:-) Scherzo.

11 luglio 2014 14:30  
Blogger Pier Man said...

Che bufala!!!

16 agosto 2014 03:38  
Anonymous Anonimo said...

Purtroppo il portone del mio palazzo e invaso da questo insetto solo di notte, la mattina però li trovo morti. Ieri per entrare in fretta mi e caduto nella giacca fortunatamente in tempo non sono stata morsa. qualcuno mi può aiutare il comune può fare qualcosa in tempi brevi

29 agosto 2014 13:29  
Blogger xeno master said...

oggi ho visto una vespa grande più del mio pollice che è sputata da un nido grosso quattro volte un pallone da calcio.
ho chiamato la disinfestazione e mi ha detto che non erano vespe ma più pericolose

3 luglio 2015 17:38  
Blogger Mattia Catalano said...

Ciao, siamo tornati dalle vacanze e abbiamo scoperto di avere un alveare grosso quanto quello della copertina del giornale pubblicata.
Sono centinaia all'interno..
Come si uccidono questi mostri?

28 agosto 2015 20:50  
Blogger Nico Valerio said...

Gli specialisti usano fumi di zolfo o altre sostanze(piuttosto irritanti per gli umani). Rivolgiti subito a un servizio di igiene pubblica della tua città (o presso il Comune o presso la più vicina ASL). Ma siamo in week-end e in emergenza io una telefonatina ai Vigili del Fuoco la farei subito: loro hanno una lista di esperti di pronto intervento per queste operazioni. Attento che non ti mandino un apicultore: digli che non si tratta di api... ma di grosse vespe. Facci sapere come hai risolto.

28 agosto 2015 21:04  
Blogger m.cristina r. said...

Nico,vivo in mezzo ad un bosco nell'altalombardia: da mesi non posso lasciare la porta o le finestre di casa aperte DI NOTTE ma perchè attratti dalla luce delle lampadine entrano dei vesponi enormi. Hanno un ronzio fortissimo e picchiano per ore contro i vetri: l'unico rimedio è accendendere i faretti del giardino e vivere dentro casa al buio. Che faccio? NON uso DDT, per carità, ma andrà avanti ancora o in inverno spariscono??

22 settembre 2015 15:06  
Blogger Nico Valerio said...

Di notte? In ogni caso quando si ha la fortuna di vivere in mezzo alla natura (beata te) è buona norma elementare non accendere mai le luci mentre finestre e porte sono aperte, e vigilare sempre ogni apertura. Non ti consiglio le retine perché hanno un pessimo effetto psicologico. Poi devi capire che specie è. L'insistenza potrebbe far pensare a un nido già fatto, ma io non ho esperienza di incursioni notturne. Forse altri abitanti del luogo nelle tue medesime condizioni avranno avuto la stessa esperienza e potranno darti sia il nome dell'insetto che qualche suggerimento pratico da loro sperimentato. Impiegati del locale Consorzio degli agricoltori e veterinari possono essere utili per intuire la specie. Anche se non sono moscerini, un certo effetto deterrente su tutti gli insetti notturni potrebbero avere i pipistrelli. Installare una casetta di legno predisposta in alto sotto il tetto (il lato meno frequentato da voi) potrebbe essere utile. Di più, non sapendo neanche che insetto è, non si può dire.

22 settembre 2015 16:04  
Blogger Gianluca Molina said...

Ho letto con interesse l'articolo ed i commenti.
Volevo solo ricordare due cose:
A) sono pericolosi anche i calabroni "nostrani".... Se si avvista qualche nido in punti pericolosi avvisare subito i vigili del fuoco!
B) dopo aver individuato un nido niente urla o corse: allontanarsi subito ma senza creare disturbo che potrebbe creare davvero una situazione di pericolo!

19 dicembre 2015 11:36  
Anonymous Anonimo said...

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2016/06/03/news/api_vespe_e_calabroni_killer_come_difendersi_dalle_punture_degli_imenotteri-141198562/

Sembrerebbe che siano arrivati!!!

4 giugno 2016 23:29  
Blogger Nico Valerio said...

Ho aggiunto il link al testo per utilità dei lettori. Le reazioni allergiche sono sempre temibili, per chi è più sensibile, anche se ci punge un calabrone nostrano!

5 giugno 2016 16:36  
Blogger giulio_tk said...

Ciao Nico, scusa se sono un pò in ritardo, ma in questo caso la prendi troppo alla leggera.
La Vespa Mandarina (Suzumebachi) in giapponese, che è il loro paese d'origine, e una GRAVE MINACCIA sia per l'uomo che per la natura. Questo mostro invasore ha colonizzato la cina in brevissimo tempo per poi spostarsi in tutta l'Asia e arrivare infine in francia. Da li, non avendo alcun predatore naturale in Europa, si è moltiplicato in maniera esponenziale mietendo varie vittime nel processo. E bada bene che basta UNA PUNTURA per uccidere un uomo adulto anche se non si è allergici!! Il veleno, contenendo una neurotossina chiamata mandaratossina, può essere letale anche per persone non allergiche, se la dose è sufficiente. Ogni anno fra le 20 e le 40 persone muoiono in Giappone dopo essere state punte. Non è la "natura che fa il suo corso" ma un killer evaso dal suo luogo d'origine, che distrugge qualsiasi altra specie si metta nella sua via. Sapevi che una sola regina fertile nel giro un breve tempo produce nel favo fino ad altre 300 regine, ognuna delle quali farà la stessa cosa se non viene fermata. Pertanto, vanno STERMINATI prima che possano crescere in maniera esponenziale in quanto sono un SERIO pericolo per l'uomo e l'ecosistema europeo, privo di difese naturali contro questi killer in fuga.

9 aprile 2017 22:39  
Blogger Nico Valerio said...

Ma come? Credevo di aver scritto un articolo fin troppo allarmistico, e anzi volevo correggerlo! Anche in Europa, senza Mandarina, muiono parecchie persone per la "banale" puntura di vespe nostrane, api e calabroni. Una testimonianza a caso, quella dell'allergologo friulano dr. Reccardini:

"Sono oltre 5 milioni gli italiani che ogni anno vengono punti [da insetti in genere] - spiega Federico Reccardini, specialista allergologo presso la Soc Pneumologia e fisiopatologia respiratoria dell’ospedale di Udine - ma si stima che l’allergia al veleno di imenotteri possa provocare reazioni locali estese (dal 2,4% al 26%) o reazioni sistemiche più o meno gravi (dall’1% al 8,9%) di tipo respiratorio e cardiocircolatorio che si possono complicare fino alla morte: circa 10-20 i decessi all'anno accertati in Italia. Il primo fattore di rischio è l’esposizione a questi insetti: più vulnerabili apicoltori, giardinieri, agricoltori, chi svolge attività all’aria aperta, in campagna o nei boschi. Sono in assoluto più a rischio anziani e cardiopatici. Tutte le reazioni allergiche più gravi che arrivano al Pronto soccorso sono causate per il 34% da veleno di imenotteri». (Il Gazzettino, 6 ott. 2015)

10 aprile 2017 10:43  
Blogger Tiger Luke said...

Fino a prova contraria vespa mandarina in Italia non è ancora arrivata,sovente la si confonde con Vespa velutina o Vespa cabro...creare allarmismi inutili,spesso producono l'effetto contrario di ciò che si vorrebbe ottenere...meditare...;-)

18 giugno 2017 00:14  
Blogger Nico Valerio said...

Tiger Luke, ammetto solo che da buon titolista (ognuno ha i suoi hobbies) mi sono lasciato andare a un titolo un po' forte. Ma i documenti di prova (Cina ecc) c'erano, perciò avevo la coscienza a posto. Sul resto (America ed Europa), è evidente che ti sei limitato... a leggere il titolo e a poco altro... Non c'è persona più dannosa alla diffusione delle notizie corrette di quella o nevroticamente frettolosa o incapace di leggere un testo superiore alle 20 righe (e allora, come ha fatto al liceo o all'Università?), o peggio incapace di capire il senso di un testo, cioè di fare un riassunto. E infatti gli Italiani sono ultimi nei test Invalsi. Rileggi umilmente e con calma, e vedrai che quello che polemicamente e pure con ironia asserisci, è stato ampiamente detto e particolareggiato nel presente articolo. Io obbligherei anche gli studenti universitari, i laureati e i professionisti a un esame di riassunto all'impronta ogni anno...

18 giugno 2017 16:50  

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