20 ottobre 2009

INFLUENZA. Il grande imbroglio monopolistico dei vaccini inutili

VACCINI BLUFF - Influenza "suina"? Si chiama così perché "è l’influenza che quei porci di monopolisti dei vaccini hanno su OMS e Governi, per indurli a redditizie vaccinazioni di massa". Ecco, proprio come un tempo avrebbero detto i "comunisti trinariciuti" (dipinti come mostri con tre narici nelle colorite polemiche politiche degli anni 50), oggi è indotto a sospettare dalla cronaca politico-sanitaria degli ultimi mesi anche chi comunista non è, anzi si batte per il mercato libero, per la libertà di scienza e per la trasparenza nelle comunicazioni all'opinione pubblica..
Il fatto è che all’inizio dell’autunno e dei primi freddi, parte ogni anno la grande campagna di vaccinazioni di massa contro l’influenza stagionale. Ma quest'anno, coincidenza, anche la vaccinazione contro la cosiddetta influenza suina H1N1.
Dopo il sospetto allarmismo dei mesi scorsi, e le inquietanti prese di distanza di noti epidemiologi e farmacologi, la domanda-cardine che si pongono tutti è: sono davvero necessarie queste vaccinazioni?
Non è certo la prima volta che il mondo scientifico si interroga sui vaccini influenzali. Ci sono numerosi studi al riguardo. Intanto, sull'influenza stagionale gli studi rispondono "no". La scienza ha provato che l'efficacia preventiva dei vaccini inattivati è pari quasi a zero.
"The efficacy of inactivated vaccines is almost zero", ha infatti scritto in vari studi sull’evidenza scientifica dei vaccini antinfluenzali per l’età pediatrica il noto ricercatore T. Jefferson.
E allora? Si vaccina la gente per "politica sanitaria", senza la minima "evidenza scientifica" di riduzione sostanziale del rischio. Prendiamo ad esempio la campagna di vaccinazione dei bambini di età scolastica.
"Esiste un divario fra gli obiettivi dichiarati dalla Sanità Pubblica per la campagna di vaccinazione dei bambini sani contro l’influenza e le prove della capacità dei vaccini inattivati di raggiungere questi obiettivi. Queste prove sono per lo più assenti. Ma questa assenza è nascosta all’occhio di un osservatore distratto da tutta una serie di errori e artifici, primi tra tutti la mancanza di rapporti sulle reazioni avverse". (Jefferson T. The prevention of seasonal influenza. Policy versus evidence. BMJ 2006;333:912-5; Jefferson T et al., Assessment of the efficacy and effectiveness of influenza vaccines in healthy children: systematic review. Lancet 2005; 365:773-80; Jefferson T. Influenza. Clinical Evidence 2006).
Questo per limitarsi ai bambini e ragazzi. Discorso più articolato, ma in sostanza analogo, negli adulti.
L’efficacia statistica dei vaccini influenzali è molto bassa. Ci sono studi che lasciano di sasso. I vaccinati possono ammalarsi o no, come tutti. Forse che poliziotti, pompieri, medici e insegnanti sono chiamati a vaccinarsi ogni anno? No.
Sulle riviste scientifiche non c’è evidenza che il vaccino influenzale riduca casi, complicazioni e decessi. E’ un po’ un grande effetto placebo. Costoso. Anche perché nulla può contro le infezioni batteriche alle vie respiratorie, ben più gravi. In sostanza, molta gente si ammala di bronchiti e polmoniti senza prima passare per una influenza. Che per essere tale deve dare febbre alta e altri sintomi gravi che comportano il letto. Invece sento dire allegramente da gente in metropolitana: "Oggi devo avere un po’ d’influenza..."
Sul n. 71 de “Le Journal de Michel Dogna” di maggio scorso si parla di vaccino antinfluenzale come di una truffa molto redditizia per le industrie farmaceutiche. L’articolo cita il Congresso internazionale chiamato “Projet Cochrane” che si è tenuto a Roma all’inizio del 2006 per fare il punto su 37 anni di vaccinazioni contro l’influenza. Il progetto, frutto di 25 differenti studi, ha preso in considerazione 60.000 adulti. La conclusione è stata che le vaccinazioni riducevano, nelle persone in buona salute, solo del 6% la possibilità di contrarre influenza e non aveva alcuna efficacia nelle persone anziane. A conferma di questo il Dr. Anthony Morris, virologo ed esperto responsabile del controllo ai vaccini della stessa FDA, dichiara: “Non esiste alcuna prova che il vaccino contro l’influenza sia utile. I suoi fabbricanti sanno benissimo che non serve a niente, ma continuano però a venderlo”. Un altro studio effettuato nell’Ontario (Canada) dopo una campagna vaccinatoria gratuita effettuata nel 2000 su 12 milioni di persone, è giunta alle medesime conclusioni.
Il National Post di Ottava, il 2 maggio 2006, in merito ad uno studio fatto sui casi di influenza in Canada tra il 1990 e il 2005, a proposito dei soggetti vaccinati riportava: “Il vaccino contro l’influenza non ha ridotto il numero dei casi, mentre questa campagna è costata più di 200 milioni di dollari ai contribuenti”. E in Giappone (dove nel 1976 fu resa obbligatoria la vaccinazione in massa contro l’influenza per i bambini delle scuole) prima della vaccinazione si ammalava una persona ogni 100 mila abitanti, dopo la vaccinazione se ne ammalarono 60 ogni 100 mila abitanti. Tra i possibili effetti secondari del vaccino collegati da alcuni studi, oltre all’influenza stessa, alcune riviste di medicina famose, come il British Medical Journal, citano lo sviluppo di pericarditi acute, problemi cardiaci, encefaliti, mielopatie, occlusione della vena centrale della retina, paraplegie ecc. Infine, le ricerche non confermate del Dr. Hungh Fudenberg, immunologo statunitense, provano che esiste un legame tra le vaccinazioni regolari contro l’influenza e aumento del morbo di Alzheimer.
E non parliamo del ben calcolato allarmismo sull’influenza suina. Allo scopo di convinecere Governi, medici e popolazione alle vaccinazioni.
Influenza "suina"? Davvero bisogna correggere i dizionari. Anche per noi, come per il sindaco Peppone, avversario di don Camillo: "è l’influenza che quei porci di monopolisti dei vaccini - fuori da ogni regola di mercato libero, noi aggiungiamo - hanno su OMS e Governi, per indurli a vaccinazioni di massa".
Altro che nuova "spagnola", tutto finto. Lo ha fatto capire nella sua conferenza stampa anche il famoso farmacologo Silvio Garattini. Infezione del secolo? Macché: una banale influenza stagionale fa molti più morti. Secondo il centro di osservazione specializzato dell’Istituto Superiore di Sanità (Cnesps) ,"in Italia, ogni anno si verificano in media 8000 decessi" (Epicentro).
Che potrebbe fare di più l’influenza suina? Che finora, in tutto il mondo, ha ucciso appena 200 persone, per mantenersi larghi?
Quindi le vaccinazioni antinfluenzali sono un imbroglio, nel migliore dei casi un’illusione. Eppure si continuano a fare. Anzi, si incrementano con ordini dall’alto.
Ma, insomma, che cosa sta accadendo? Possibile che nel 2009 ancora giornali, tv, medici di base, insomma la tanto rinomata e attenta e critica opinione pubblica, cadano così stupidamente in un inganno degno delle più inquietanti previsioni di Orwell? E’ possibile, altro che. Anzi, sta già accadendo.
Quello che non sempre riesce ai dittatori, sta riuscendo ai sanitari delle Organizzazioni internazionali e degli Stati, alle lobbies farmaceutiche? Pare di sì. Molti elementi diversi si incrociano e si sommano. Un grande, preordinato, effetto placebo per addormentare le coscienze. Il panico in cui cadono i politici mediocri al sopraggiungere di un’epidemia virale. L’ansia nevrotica di rassicurare, di tranquillizzare la temuta Opinione Pubblica, come se si temessero chissà quali rivoluzioni dell’ordine pubblico. Tipica sindrome folle della società di massa.
Ma è davvero paura? Fatto sta che dietro ci sono le pressioni dei grandi monopoli farmaceutici del vaccino, che possono fare qualsiasi prezzo, con la certezza che gli Stati su invito dell’Organizzazione mondiale della sanità (WHO-OMS) acquisteranno senza fiatare la miracolosa panacea che rassicurerà governanti, politici locali e popolazioni. Amministratori della politica sanitaria che cedono alle lobbies del farmaco. I medici di base costretti dal Servizio sanitario di Stato a somministrare un vaccino che la Scienza considera inutile. Miliardi sottratti dalle tasche dei cittadini e riversati in quelle degli azionisti dell’industria farmaceutica. Chissà, forse anche bustarelle milionarie in dollari, sterline ed euro.
E’ ora di finirla con la disinformazione continua, con la mistificazione dei dati. Vogliamo un mercato davvero libero, trasparente e senza influenze oblique dei monopoli. Signori Ministri UE-Usa, la vogliamo dare una guardatina anche tra i produttori di farmaci e petrolio?
Naturalmente i comunisti d'un tempo, e anche quelli recenti, erano e sono incoerenti quando, per non dire di essere contro il capitalismo in sé, protestano "contro i monopoli". Proprio il comunismo anzi il massimo monopolio di Stato. E infatti, la lotta ai monopoli è una tipica battaglia liberale. A vedere certe cose, oggi, non in Uganda ma in Europa e perfino in America del Nord, Einaudi, Ernesto Rossi e Adam Smith si rivoltano nella tomba, ma i tanti finti liberali (in realtà conservatori) non muovono un dito per la vera libertà e concorrenza del mercato. Questo il punto. L’Occidente è governato dai Conservatori, non dai Liberali. Meglio non parlare, poi, dell'Est e del Sud del Mondo: lì continuano a comandare i Reazionari. Sbaglierebbe, perciò, chi prendesse la giusta campagna anti-monopoli per lotta anticapitalistica.
"Oddio, mi succede una cosa strana, sto diventando comunista. E' grave, dottore? "Si calmi, si calmi, lei è solo un po' agitato. Niente paura, per fortuna ora c’è un vaccino anche per questo!"
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VACCINI EVVIVA - Ma per il grande Bressanini (un mito, per me) sembra che anche i vaccini influenzali, dei quali però ammette di non conoscere l'efficacia, siano utili. Be', diciamo che per difendere le vaccinazioni ricorre a tutti i mezzi, dilungandosi su poliomielite, Salk. Sabin, Pasteur, difterite ecc, con tanto di foto d'epoca e grafici. Molto interessante l'excursus, un vero piccolo saggio storico. Ma il problema era solo questa influenza suina e gli effetti statistici del vaccino influenzale stagionale sui bambini. Solo questo. E qui, ripeto, l'efficacia è bassa o nulla. Ma il blog di Bressanini è bellissimo: continua ad essere un mio mito. Leggetelo.
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JAZZ. Il pianista francese di origine italiana Michel Petrucciani in Brazilian Like. Del trio facevano parte Anthony Jackson al contrabbasso e Steve Gadd alla batteria. Stoccarda, 8 febbraio 1998.

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4 Comments:

Blogger Sandro Corsari said...

Forse capirai meglio perchè se ti colleghi a questi indirizzo: http://caramella-fondente.blog.kataweb.it/2009/09/06/lamoglie-del-ministro-sacconi-e-il-vaccino-contro-la-febbre-suina/
Ciao

20 ottobre 2009 22:17  
Blogger Nico Valerio said...

Certo, certo, la cosa gira da mesi su internet. Ma sa di cortile di casa nostra. Non può spiegare tutto (OMS e Governi compresa)

20 ottobre 2009 23:21  
Anonymous Anonimo said...

Si, probabilmente lo e

16 marzo 2010 00:47  
Anonymous Anonimo said...

Hello. And Bye.

21 marzo 2010 15:58  

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